Antonio Giannone ha raggiunto Santiago de Compostela, partendo da Scicli. Un lungo viaggio a piedi durato 138 giorni e 3.824 chilometri: un sogno diventato realtà

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Antonio Giannone ha raggiunto Santiago de Compostela, partendo da Scicli. Un lungo viaggio a piedi durato 138 giorni e 3.824 chilometri: un sogno diventato realtà

SCICLI – Il giovane Antonio Giannone ha raggiunto Santiago de Compostela, in Galizia, partendo da Scicli, al termine di un lungo viaggio a piedi durato 138 giorni e 3.824 chilometri. Un sogno diventato realtà tra pioggia, incontri, silenzi e meraviglia. Il 16 marzo aveva lasciato Scicli con uno zaino leggero e una decisione pesante: licenziarsi, rinunciare alle certezze, affidarsi solo ai propri passi. Non un Cammino di Santiago tradizionale, ma un viaggio quasi quattro volte più lungo, dalla Sicilia fino alla cattedrale di Santiago de Compostela attraversando l’Italia, la Francia, i Pirenei e la Spagna. Un’idea che molti definirebbero folle, lui l’ha trasformata in un racconto quotidiano, condiviso sui social come @camminanto_, dove ogni tappa diventava un frammento di mondo.

Ha camminato sotto la pioggia del primo giorno ripetendo «Inizio bagnato, inizio fortunato», ha consumato scarpe, ha dormito in tenda dove capitava, ha accettato ospitalità improvvisate, ha attraversato la Francigena, la Toscana, la Liguria, ha superato il confine francese a inizio giugno dopo duemila chilometri. Ha raccontato la fatica senza mai indulgere nel lamento, preferendo la meraviglia: «assaporare ogni metro», diceva. E in effetti il suo viaggio è stato soprattutto questo, un esercizio di lentezza radicale in un tempo che corre sempre troppo. Sabato scorso è arrivato alla meta. Prima di alzare lo sguardo verso la cattedrale, ha seguito il consiglio che gli avevano dato: toccare la conchiglia al centro della piazza. Quel gesto, racconta, è stato una sorta di detonazione emotiva. «Quando finalmente ho toccato quella conchiglia, era diventata come una sfera di cristallo in cui in pochi secondi ho visto scorrere tutto quello che avevo vissuto negli ultimi mesi. E solo dopo, quando finalmente ho alzato gli occhi per guardare la cattedrale, sono stato travolto da una leggerezza indescrivibile… Sentivo solo di essere nel posto giusto.» Non si è fermato nemmeno un giorno. È già ripartito verso l’oceano, per chiudere il viaggio con l’ultimo tramonto dalla «fine del mondo», come vuole la tradizione dei pellegrini che proseguono fino a Finisterre. Un modo per dire che ogni arrivo è solo un altro inizio. Lungo la rotta, Giannone ha costruito contatti con altri pellegrini e residenti locali, soprattutto nelle tappe italiane. Il lungo e avventuroso percorso ha dunque unito diversi itinerari storici europei: una prima parte autonoma nel sud Italia, poi la Via Francigena, la Via della Costa e, una volta entrato in Francia, la Via Tolosana, fino al celebre Camino Francés in Spagna.