La morte di Gingina Bergamasco a Modica: da accertare le cause del decesso a un anno dall’avvio degli accertamenti medico legali

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La morte di Gingina Bergamasco a Modica: da accertare le cause del decesso a un anno dall’avvio degli accertamenti medico legali

MODICA – A un anno dall’avvio degli accertamenti medico legali sulla morte della professoressa in pensione Luigia Rosalba Bergamasco, conosciuta come Gingina, deceduta il 14 luglio 2025 all’ospedale Giovanni Paolo II di Ragusa all’età di 81 anni, i familiari hanno depositato in procura una formale richiesta di sostituzione dei consulenti tecnici d’ufficio. Il procedimento penale annovera un indagato. Nel documento la difesa ripercorre la cronologia dell’incarico peritale: il 30 luglio 2025 il pubblico ministero conferì il mandato, fissando in 3 mesi il termine per il deposito della relazione tecnica e degli elaborati, a partire dall’avvio delle operazioni peritali, avvenuto lo stesso giorno.

Scaduti i termini, i consulenti hanno presentato richieste di proroga con cadenza mensile, tutte autorizzate. Secondo quanto eccepito dalla difesa, a distanza di un anno dall’inizio delle attività peritali, la reiterazione di tali istanze denoterebbe o “ragioni oggettive che non consentono agli illustri consulenti nominati di adempiere all’incarico” o, in caso diverso, un ingiustificato e ingiustificabile ritardo. Dunque, nell’istanza datata 17 luglio 2026, si chiede che i consulenti attualmente incaricati vengano formalmente diffidati a depositare senza ritardo la relazione e gli elaborati, oppure, in alternativa, che vengano sostituiti, provvedendo a consegnare tempestivamente quanto necessario ai nuovi esperti che subentreranno nell’incarico, così da fare piena luce sulle cause del decesso.

Si era paventato un caso di malasanità per la morte dell’anziana, venuta a mancare il 14 luglio 2025 dopo un ricovero nel reparto di oncologia dell’ospedale Giovanni Paolo II di Ragusa. L’ipotesi è quella di un drammatico errore nella somministrazione di farmaci antitumorali, che potrebbe aver causato un avvelenamento da sovradosaggio. C’è una denuncia per fare luce sulla vicenda. La professoressa Bergamasco, figlia del maestro Gianni Bergamasco, indimenticato musicista modicano, da anni era affetta da un tumore e seguiva una terapia farmacologica domiciliare prescritta dall’oncologo, ritirando i farmaci specifici alla farmacia dell’ospedale di Modica. Guide cittadine e locali.

Circa 10 giorni prima del decesso, l’anziana era stata ricoverata in gravi condizioni nel reparto di oncologia di Ragusa. Le prime indagini sembrano escludere responsabilità dirette del reparto, che avrebbe anzi tentato di contrastare gli effetti di un sospetto sovradosaggio con farmaci antagonisti. Si sta cercando dunque di fare chiarezza sulla presunta non conformità dei medicinali consegnati alla donna, con un dosaggio nettamente superiore rispetto a quello prescritto, e di cui la donna non si era resa conto, assumendone inconsapevolmente una dose fatale che ha reso vano anche l’immediato ricovero d’urgenza. Da qui la decisione allora assunta dalla procura iblea di procedere con l’autopsia.