“La bocciatura alla Camera dell’emendamento per l’introduzione delle preferenze nella nuova legge elettorale rappresenta una ferita profonda nel rapporto di fiducia tra le istituzioni, la maggioranza di centrodestra e il corpo elettorale. Un voto segreto, finito con uno scarto di un solo voto (188 contrari e 187 favorevoli), che ha visto l’azione di franchi tiratori pronti a nascondersi nell’anonimato dell’urna pur di difendere il sistema delle nomine calate dall’alto. Lo dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia all’Assemblea Regionale Siciliana, Giorgio Assenza. In questo scenario, le sinistre e le opposizioni – attacca duramente Assenza – che hanno preteso e sfruttato il voto segreto, esultando al risultato (aver blindato le nomine dall’alto), rappresentano una vera e propria vergogna, mentre spicca la leadership di Giorgia Meloni che ha sostenuto e difeso con straordinario coraggio e coerenza questa battaglia di civiltà.
“Il ritorno alla possibilità per i cittadini di scegliere direttamente i propri rappresentanti tramite le preferenze, insieme al ripristino dell’elezione diretta delle Province – continua Assenza – sono e rimangono due capisaldi imprescindibili e identitari del programma di governo della coalizione guidata da Giorgia Meloni. Impegni storici che noi, in Sicilia così come a livello nazionale, difendiamo con assoluta convinzione”. “Chi oggi, anche all’interno dell’area di centrodestra, ha scelto di affiancarsi alle opposizioni per affossare questa riforma con il favore del buio, ha compiuto una scelta grave che antepone l’interesse alla conservazione di posizioni personali e di partito alla possibilità di scelta dei cittadini”.
“La strada per restituire centralità agli elettori è temporaneamente rallentata da questo inciampo parlamentare. Ma questi impegni, assunti solennemente con tutti gli italiani, dovranno essere mantenuti e realizzati entro la fine della legislatura. L’auspicio – conclude l’esponente di FdI – è che il ritorno alle preferenze e la riforma delle Province, passaggi fondamentali per ridare dignità alla politica locale e nazionale, ritornino presto al centro dell’agenda politica per restituire il giusto potere al corpo elettorale, a scapito di coloro che, temendo il giudizio dei territori, preferiscono la comoda sicurezza delle liste bloccate e dei parlamentari nominati dalle segreterie”.

