Rinvio a giudizio per gli indagati nell’omicidio del 42enne Giuseppe Ottaviano a Scicli, ucciso a casa sua per un movente passionale

HomeCronaca

Rinvio a giudizio per gli indagati nell’omicidio del 42enne Giuseppe Ottaviano a Scicli, ucciso a casa sua per un movente passionale

SCICLI – Si è conclusa con il rinvio a giudizio, al termine di 5 ore di camera di consiglio, l’udienza svoltasi al Tribunale di Ragusa per gli indagati a vario titolo nell’omicidio di Giuseppe Ottaviano, 42 anni, avvenuto a Scicli nella notte tra l’11 e il 12 maggio 2024. La prima udienza dibattimentale è fissata per l’8 settembre dinanzi alla Corte d’Assise di Siracusa. 2 imputati rispondono di omicidio aggravato in concorso e di violazione di domicilio aggravata: sono un 44enne, in carcere dal 5 novembre 2025, e un 27enne. La compagna del 44enne, in precedenza legata sentimentalmente a Ottaviano, è accusata di favoreggiamento. Secondo la Procura, sulla base delle indagini dei carabinieri, il delitto sarebbe riconducibile a un movente passionale. La madre e la sorella della vittima si sono costituite parte civile.

Il delitto sarebbe maturato all’interno di una vicenda sentimentale complessa. Ottaviano aveva avuto una relazione decennale con una giovane donna del luogo, interrotta poco prima dei fatti. I tentativi dell’uomo di riallacciare il rapporto avrebbero generato un clima di crescente tensione, soprattutto da parte del nuovo compagno della donna, che avrebbe vissuto quei contatti come una minaccia alla relazione con la donna. Per gli inquirenti, proprio questo risentimento avrebbe spinto il 44enne a presentarsi a casa di Ottaviano, insieme al 27enne, con l’intenzione di chiarire la situazione. L’incontro sarebbe però degenerato rapidamente in un aggressione violenta, culminata in colpi che hanno provocato fratture alla testa e al torace, causando la morte della vittima dopo ore di agonia. I tecnici del Ris di Messina avevano effettuato ulteriori sopralluoghi per consolidare il quadro probatorio, analizzando tracce e dinamiche compatibili con la ricostruzione accusatoria.

Tra le centinaia di ore di immagini delle telecamere del quartiere visionate dai carabinieri, si vede peraltro uno degli indagati, che, il sabato precedente l’omicidio, era passato più volte a piedi nella zona di piazza Matteotti e via Manenti, quasi ad ispezionare l’area nei pressi della casa della vittima. Una circostanza che aveva fatto emergere un forte attrito tra la vittima e il nuovo compagno della sua ex, ovvero lo stesso uomo visto aggirarsi in zona, nell’ambito di un “sopralluogo” che era sfociato qualche giorno prima della morte di Ottaviano nel già citato “chiarimento” in cui quest’ultimo gli aveva intimato di non cercare più la donna.