Bibbia e Dna: la conclusione di una ricerca interdisciplinare tra Fede e Scienza del dottor Antonio Caruso a Modica

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Bibbia e Dna: la conclusione di una ricerca interdisciplinare tra Fede e Scienza del dottor Antonio Caruso a Modica

MODICA – Dopo un percorso di studio e riflessione sviluppato nell’arco di circa quattro anni, giunge oggi a una forma compiuta la ricerca intitolata “Bibbia e DNA”, frutto di un lavoro progressivo di analisi, confronto e approfondimento tra ambiti del sapere apparentemente distanti. La conclusione di questo lavoro rappresenta la sintesi di un percorso di ricerca personale, sviluppato con finalità divulgative e culturali, aperto al confronto critico e al dialogo interdisciplinare. La ricerca biblica è opera del biologo modicano Antonio Caruso, collaboratore di questo giornale per la rubrica di Cultura Biblica e Spiritualità. In precedenza più volte abbiamo dato notizia di questo originale lavoro in itinere, sviluppato attraverso diverse tappe di studio, ciascuna delle quali ha dato origine a elaborati progressivi, e successivi approfondimenti del tema trattato.

L’attenzione dell’autore, in modo particolare, si concentra su un’affermazione contenuta nel Cap.42 del Siracide: “tutte le cose sono a due a due, l’una di fronte all’altra”. È evidente che il Siracide – scritto intorno al 200 a.C. – non disponesse di specifiche conoscenze scientifiche, né di un linguaggio tecnico introdotto soltanto dalla ricerca moderna a partire dagli anni ’50. L’autore biblico poteva quindi esprimersi esclusivamente attraverso parole, immagini simboliche e formulazioni allusive, ricorrendo a segni e indizi di realtà nascoste coerenti con la sua ispirazione e la sensibilità sapienziale del suo tempo. Questa espressione, attorno a cui ruota l’intera ricerca, può essere interpretata come riferimento a una “visione binaria” della realtà, nella quale molti elementi della natura appaiono organizzati in coppie di opposti: l’uomo e la donna, il giorno e la notte, la vita e la morte, la luce e le tenebre, il corpo e lo spirito, il bene e il male, l’amore e l’odio. Anche nel mondo vivente si osservano strutture simmetriche, come la coppia degli arti destro e sinistro, le orecchie, gli occhi, i polmoni, i reni, organi che si sostengono e si completano a vicenda lavorando nell’organismo a due a due in un sistema cosiddetto di “complementarità”. Tutto questo richiamerebbe, per analogia, l’organizzazione fondamentale del DNA che da un lato rispecchia la struttura “duale” del creato e dall’altro lato la struttura base del DNA costituita da “due” filamenti di nucleotidi disposti l’uno di fronte all’altro nella classica configurazione a doppia elica.

L’obiettivo di questo studio interdisciplinare non è quello di proporre una dimostrazione scientifica né un’interpretazione teologica in senso accademico, ma di esplorare possibili punti di contatto tra due ambiti del sapere apparentemente distanti: il linguaggio simbolico e sapienziale della tradizione biblica e alcuni principi fondamentali della biologia molecolare, in particolare la struttura e la funzione del DNA. Lungi dal voler attribuire alla Bibbia una finalità scientifica, o adattare il testo sacro alle acquisizioni della scienza, l’autore – in qualità di ricercatore laico – propone un contributo divulgativo originale. L’intento è mostrare come le Scritture attraverso segni, simboli, analogie e strutture narrative possano trovare oggi sorprendenti risonanze nella scienza della vita. In questa prospettiva, l’antico linguaggio biblico, pur non essendo scientifico, potrebbe custodire intuizioni universali della realtà che il progresso della conoscenza contribuisce progressivamente a svelare.

La ricerca è stata sviluppata con il contributo analogico e dialogico dell’Intelligenza Artificiale, utilizzata esclusivamente come supporto per la ricerca delle fonti, il confronto argomentativo, l’approfondimento tematico, attraverso un dialogo mirato di domande e risposte, all’interno di un percorso elaborato in modo autonomo dall’autore. Questo lavoro potrebbe rappresentare anche un esempio di riflessione culturale e religiosa sviluppata con il supporto dell’A.I., nell’ambito del dialogo contemporaneo tra fede e scienza. La ricerca “Bibbia e DNA” non si propone come punto di arrivo definitivo. Il progetto rimane aperto ad ulteriori sviluppi e intende contribuire al dialogo tra ambiti del sapere spesso considerati separati, come la scienza e la dimensione culturale del testo biblico. L’autore di questo studio, Antonio Caruso, auspica pertanto l’attenzione degli studiosi delle Sacre Scritture, affinché possano offrire un contributo critico e costruttivo, fondato sul rigore metodologico e libero da pregiudizi. L’auspicio finale è che questa ‘conclusione’ possa rappresentare un contributo ulteriore al dibattito culturale e biblico già avviato sulle pagine del giornale, offrendo ai lettori una visione d’insieme più strutturata del lavoro svolto.

La ricerca aggiornata “Bibbia e DNA” è consultabile online cliccando direttamente QUI, mentre l’edizione in formato cartaceo può essere richiesto direttamente all’autore, inviando una mail a dvrantonio@gmail.com.