Sala piena, e un pubblico che ha confermato il senso dell’iniziativa: cittadini, professionisti e imprenditori hanno gremito l’Auditorium Floridia per “Pensare una nuova Modica”, il confronto pubblico promosso dal Partito Democratico di Modica. Un’affluenza che, già di per sé, è stata la prima risposta a chi dubitava che la città avesse ancora voglia di pensarsi. Ad aprire i lavori è stato il Segretario Regionale del PD Sicilia, On. Anthony Barbagallo, che ha espresso un fortissimo apprezzamento per l’iniziativa e ne ha valorizzato il metodo, collocando la sfida di Modica in una cornice che supera il livello cittadino. Già nel suo intervento ha richiamato i dati di partenza che fotografano la condizione della città: il dissesto finanziario del Comune, con un disavanzo di circa 76,6 milioni di euro; il declino demografico, con una popolazione proiettata verso i 47.000-49.000 abitanti entro il 2040 in assenza di interventi. Un avvio già ancorato ai numeri, che ha dato il tono all’intera serata.
Sono seguiti i saluti del Segretario cittadino, avv. Francesco Stornello, che ha richiamato il filo dell’incontro: la bellezza di Modica, ammirata in tutto il mondo, non basta da sola; servono un progetto e una visione, costruiti a partire dai problemi reali e dalla forza dei modicani, perché la città abbia rispetto, futuro e speranza. Il Segretario provinciale, Angelo Curciullo, ha portato il pieno supporto della federazione provinciale, a conferma che il percorso di Modica non è solitario, ma condiviso. Il cuore tecnico della serata sono state le relazioni del Prof. Fausto Carmelo Nigrelli (urbanista, Università di Catania) e della Prof.ssa Licia Lipari (sociologa, Università di Catania): due interventi di grande spessore, accomunati da un messaggio netto. Prima dei progetti vengono i dati, e i dati di Modica sono durissimi. Nigrelli ha messo davanti alla sala la fotografia impietosa del patrimonio residenziale: a Modica circa il 60% delle abitazioni risulta vuoto, con punte del 68% a Marina di Modica, del 54% a Modica Bassa e di oltre il 40% a Modica Alta e a Frigintini — un enorme patrimonio fatto, nelle sue parole, di “scarti ed eccedenze”.
Ha affiancato i dati sulla fragilità economica — un reddito medio dichiarato di circa 15.700 euro, molto al di sotto della media nazionale, e forti diseguaglianze — e sulla vulnerabilità climatica del territorio. Ma il passaggio più forte è stato di metodo: non “partecipazione” come slogan, bensì co-progettazione e co-pianificazione, fondate su un quadro di conoscenze dettagliato e informatizzato, sull’uso di strumenti come il GIS e il “gemello digitale”, su una Land Bank e sul censimento e riuso del patrimonio abbandonato. Sulla stessa linea, la Prof.ssa Lipari ha proposto una lettura socio-territoriale fondata sui dati Istat: una popolazione di circa 53.500 abitanti segnata da un forte invecchiamento, e un territorio in cui l’uso del suolo è per oltre l’80% agricolo, a fronte di una quota residenziale minima. Una sociologia urbana “applicata”, che trasforma l’analisi in base concreta per le scelte. Il messaggio condiviso dai due relatori è stato chiaro: solo partendo dai numeri veri, e non dalla retorica della partecipazione, un’azione di rigenerazione può essere davvero efficace.
Frankie Terranova, già Assessore alla Cultura di Noto, ha portato l’esperienza di un’altra città del Val di Noto, insistendo sul valore del recupero della consapevolezza dell’identità come leva di sviluppo: una comunità che ritrova il senso di sé è una comunità capace di progettare il proprio futuro. Numerosi gli interventi dal pubblico, ai quali il Prof. Nigrelli ha offerto risposte puntuali ed efficaci: il dialogo con la sala — vero spazio centrale della serata — ha mostrato che qui l’ascolto non è una formula. L’On. Nello Dipasquale, deputato all’ARS, ha quindi messo a fuoco gli strumenti legislativi a servizio dei centri storici, indicando le leve regionali concrete per accompagnare il rilancio della città. Le conclusioni sono state affidate al saluto del Segretario Stornello, che ha tirato le fila: la serata non è un punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso di co-progettazione della città, un metodo permanente fatto di ascolto, competenze e partecipazione reale. A garantire ritmo ed equilibrio all’intera serata, l’eccellente coordinamento di Leonardo Lodato, caporedattore de La Sicilia. “Pensare una nuova Modica” consegna così alla città il suo primo passo concreto: non un comizio, ma un cantiere di idee fondato sui dati e aperto a tutti. Da qui parte il lavoro.
