POZZALLO – Decisamente proficua l’ultima seduta aperta del consiglio comunale incentrata su concessioni del litorale, quote di spiaggia libera e libero accesso al mare. Si dichiara sossisfatta la presidente della civica assise Quintilia Celestri, secondo cui “Il tema è stato affrontato con interventi di grande senso democratico, dando prova compiuta di ciò che vuol dire una serena e proficua partecipazione al dibattito ed al confronto. Ognuno, nella difesa e nella proposizione delle proprie idee, ma senza la prevaricazione di quelle altrui e senza il desiderio di imporre le proprie a discapito del dialogo. Come gruppo, attraverso il consigliere Peppe Giampietro, abbiamo ribadito quanto più volte proposto attraverso una serie di mozioni, con l’obiettivo di mettere il bene comune della nostra Città davanti ad ogni volontà e soprattutto imperniate sul rispetto delle leggi vigenti.
D’altronde – prosegue Celestri – esiste un Pudm che regola ogni cosa, ogni concessione, ogni spazi di spiaggia da utilizzare e, dunque, non c’è alcun rischio di cui tener conto. Abbiamo ribadito che un lido significa lavoro, che è prospettiva soprattutto per le nuove generazioni, che il turismo a Pozzallo non deve essere mordi e fuggi ma deve produrre ricchezza e deve essere qualificato e stanziale. Non dobbiamo limitarci alla quantità dei turisti ma alla qualità e alla permanenza. Perché questo significa portare risorse alla Città e non problemi. E questo passa attraverso una politica turistica attenta e programmata. Noi Pozzallesi sappiamo bene che dobbiamo puntare sul turismo come una delle principali risorse di prospettiva economica presente e futura ed è questo il denominatore comune che deve caratterizzare ogni momento del confronto dialettico e, soprattutto, la capacità di discutere di una questione così sentita con volontà propositive come quelle emerse in aula ieri sera. Una seduta consiliare che è un’attestazione di ciò che realmente è la democrazia partecipata, con toni corretti, senza ostilità e atteggiamenti preconcetti, mettendo in campo proposte sensate e percorribili e, per quanto possibile, condivise. Senza che l’esigenza di ognuno fosse lesiva di quelle altrui. Uno spazio reale – conclude Celestri – al confronto democratico”.
