POZZALLO – Una donna residente a Licata è stata iscritta nel registro degli indagati nell’inchiesta avviata dalla procura dopo l’incidente stradale che ha causato il decesso del pozzallese Giovanni Candiano, 33 anni, rimasto vittima lo scorso 31 maggio di un fatale scontro tra un’auto e la moto in sella alla quale viaggiava lungo la strada statale 115, nel tratto tra Licata e Gela. L’indagata è l’automobilista alla guida della vettura contro la quale si era schiantato la moto del centauro. La Procura di Gela ha disposto gli accertamenti irripetibili. Candiano, che a luglio avrebbe compiuto 35 anni, lascia la moglie e una figlia nata da pochi mesi.
La vittima, operaio in una azienda di distribuzione e vicepresidente del T-Max Club Pozzallo, era un motociclista per passione. Il 34enne aveva da poco festeggiato il terzo anniversario di matrimonio con la moglie, che, come accennato, lascia assieme ad una bimba di pochi mesi. Chi conosceva Gianni Candiano lo ricorda come una persona solare, affidabile e sempre disponibile, capace di trasmettere entusiasmo e coesione all’interno del gruppo motociclistico. Il giorno dell’incidente fatale era partito in sella alla sua moto per partecipare, insieme ad altri soci del club, a un raduno in programma ad Agrigento.

