MODICA – L’Associazione Portatori di San Giorgio condivide la linea del Vescovo della Diocesi di Noto Mons. Salvatore Rumeo sul futuro della festa del Santo Patrono, la cui processione diventerà più sobria e consona al contesto religioso dell’evento, inviando una lettera aperta con cui chiede di incontrare lo stesso Vescovo per discutere di quanto accaduto e, soprattutto, di ciò che accadrà nell’edizione del prossimo anno, sulla base delle indicazioni che saranno fornite. I portatori hanno inoltre fatto ammenda sul gesto di protesta sfociato nell’adagiare per terra il simulacro di San Giorgio, concordando sul fatto che si è trattato di un gesto inopportuno, dettato dall’impulsività del momento a seguito delle parole pronunciate dal Vescovo sugli aspetti della festa che non lo convincevano. Di seguito la lettera aperta in versione integrale inviata al Vescovo e a firma del Presidente e del Direttivo dell’Associazione Portatori di San Giorgio.
Eccellenza Reverendissima,
come membri dell’Associazione Portatori di San Giorgio, abbiamo ritenuto doveroso inviarLe una lettera aperta, nella quale esporre alcune considerazioni relative alla recente festa del nostro Santo Patrono. Siamo certi che quanto Le scriviamo riflette anche il sentire della comunità parrocchiale. Nell’intervista rilasciata all’emittente locale Video Mediterraneo Lei metteva in evidenza alcune criticità che caratterizzano la processione di San Giorgio, la quale, per antica consuetudine attraversa le strade principali e alcune secondarie di tutto il centro storico di Modica. Ha fatto notare che non sono mancate manifestazioni di eccessivo fervore, non del tutto consone a una processione religiosa, fervore che ha rischiato di trasformare la medesima in una sorta di corteo. Il fatto è che i nostri padri ci hanno trasmesso una forte sentimento religioso, che si esprime ancora oggi in forme di entusiasmo collettivo, come se il Santo Martire suscitasse gioia e tripudio, non solo in noi portatori, ma anche nel popolo. Le confidiamo, Eccellenza, che queste modalità rispecchiano in ogni caso il nostro attaccamento a san Giorgio, e, anche se a volte possono sembrare piuttosto eclatanti, tuttavia sono espressione della nostra sincera devozione.
Lei fa notare, che ci siano alcuni aspetti da rivedere: Le dichiariamo la nostra disponibilità a farci guidare da Lei e dal parroco Don Michele Fidone nell’individuare le procedure più adeguate affinché la festa non degeneri in manifestazioni contrarie allo spirito religioso. Quanto ai momenti di preghiera, possiamo unanimemente attestare che sono e dovranno restare intoccabili, anche perché ci sono stati inculcati dai sacerdoti di ieri e di oggi come punti fermi della festa. Ci sono, infatti delle tappe fisse in cui è prevista la fermata del Santo: fanno ormai parte della tradizione e noi ci impegniamo a osservarle perché danno alla processione quella dimensione spirituale di cui anche la gente sente il bisogno. Le soste per la preghiera si sono fatte di solito davanti alla chiesa di Sant’Antonio, presso la casa di Nino Baglieri, all’interno dell’oratorio dei Salesiani, all’interno della chiesa di Santa Teresa, davanti alla chiesa di Santa Margherita, ai piedi della scalinata della chiesa di San Pietro. Non mancano, inoltre, brevi momenti di preghiera non programmati in alcuni quartieri, per richiesta dei residenti stessi.
Subito dopo l’intervista da Lei rilasciata durante la processione, abbiamo sentito il peso del Suo richiamo e Le confessiamo che, al rientro del Santo in Duomo, abbiamo avuto una reazione dettata dallo stato d’animo di quel momento: abbiamo poggiato, infatti, il simulacro di San Giorgio a terra e il nostro presidente ha espresso a nome di tutti i portatori parole di disappunto.
A distanza di diversi giorni comprendiamo che in effetti si è trattato di atti estemporanei, sicuramente inopportuni, che volevano solo dire la nostra difficoltà ad accettare i toni del Suo intervento e la tempistica. Il 5 maggio scorso è stato convocato, presso la Curia vescovile di Noto, dal Vicario Generale, Mons. Ignazio Petriglieri, il direttivo dell’Associazione, alla presenza del nostro parroco Don Michele Fidone. Si è trattato di un incontro chiarificatore, durante il quale abbiamo espresso le nostre ragioni, ma abbiamo recepito la disponibilità al dialogo da parte del Vicario, unitamente alle sue osservazioni sui fatti che erano in oggetto. Come abbiamo espresso in detta riunione, dopo la divulgazione della presente lettera, avremmo il desiderio di incontrarLa, mentre abbiamo saputo dal Vicario Generale che è soprattutto Suo desiderio incontrare noi. Intanto le esprimiamo la nostra gratitudine per le parole dette durante la seconda intervista televisiva. Le abbiamo colto come segno della Sua apertura nei nostri confronti e per questo attendiamo di essere ricevuti. In attesa di avere Sue indicazioni, formuliamo deferenti e filiali saluti.
Il Presidente e il Direttivo
LE PAROLE DEL VESCOVO SUL FUTURO DELLA FESTA DI SAN GIORGIO A MODICA
“Amarezza e sofferenza nel mio cuore per quanto accaduto per la festa di San Giorgio a Modica, non volevo offendere nessuno, ma la processione va purificata”: così il Vescovo della Diocesi di Noto Mons. Salvatore Rumeo ai microfoni di Video Mediterraneo in una intervista rilasciata a Marco Scavino. “Non intendevo ferire i portatori, ma, e questo lo dico convintamente, bisogna togliere, purificare tutto quanto non è consono nell’ambito e nella vocazione di una processione religiosa. Ma deve passare il concetto della passione di un pastore per una processione gloriosa, che, in certi contesti va fuori binario. Ci sono momenti in cui si perde di vista il significato di questo camminare durante la processione del simulacro del Santo. Il Vescovo non intendeva offendere la sensibilità di nessuno e cerca sempre il dialogo. Io rispetto il pensiero degli altri, ma gli altri devono rispettare il pensiero di una persona chiamata direttamente dal Papa a guidare la comunità cristiana della diocesi di Noto. Resto convinto delle mie idee e della bontà d’intenti di chi organizza le feste patronali. Ma per la festa di San Giorgio si deve cambiare, coinvolgendo tutti gli attori protagonisti di questo grande evento dalla gloriosa tradizione, molto sentito dai modicani – conclude il Vescovo – e non solo”. Il Vescovo poi non ha voluto commentare il gesto dei portatori di adagiare a terra, sul nudo pavimento della chiesa, il simulacro del Santo Patrono.

