RAGUSA – Ignoti vandali hanno tranciato i cavi elettrici del Madison Cinemas di Ragusa, che rischia di non riaprire più. Danni rilevanti sono stati causati all’impianto, aggravando ulteriormente una situazione già estremamente delicata. “L’episodio – si legge nella nota della società – si inserisce in un contesto di profonda incertezza e crescente isolamento che la società denuncia ormai da settimane. A distanza di giorni dalla riunione della Commissione comunale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo del 30 aprile scorso, Madison Cinemas non ha infatti ancora ricevuto alcuna comunicazione ufficiale circa gli esiti della seduta, né alcun provvedimento di revoca dell’ordinanza di chiusura. Una circostanza che la proprietà ritiene ancora più incomprensibile alla luce del fatto che la società ha collaborato sin dall’inizio con tutte le autorità coinvolte, provvedendo immediatamente alla produzione della documentazione richiesta ed eseguendo nel giro di appena un giorno gli interventi tecnici contestati.
Madison Cinemas evidenzia inoltre di non comprendere su quali presupposti giuridici continui a basarsi il mantenimento dell’ordinanza, anche considerando che il Certificato di Prevenzione Incendi della struttura non contiene prescrizioni relative agli aspetti contestati e che alcune delle autorizzazioni richieste risulterebbero superate dalla normativa vigente ormai dal 1998. La società richiama inoltre quanto stabilito dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 285 depositata il 19 luglio 2005, che attribuisce alle Regioni la competenza normativa in materia di apertura delle sale cinematografiche. In tale quadro normativo, per le strutture al di sotto dei 1.300 posti, la competenza amministrativa è attribuita esclusivamente al Sindaco o in sua sostituzione alla commissione di vigilanza.
Secondo Madison Cinemas, eventuali richieste di pareri alla polizia di stato sulla possibilità di apertura o prosecuzione dell’attività della struttura costituirebbero pertanto un’iniziativa arbitraria e priva di fondamento normativo, dal momento che nessun altro ente avrebbe competenza decisionale in materia. La società sottolinea inoltre come, ad oggi, non sia mai stata formulata alcuna osservazione tecnica o normativa sui documenti, sulle perizie e sui chiarimenti depositati dalla proprietà a sostegno della piena regolarità della struttura. L’unica criticità contestata riguardava un impianto anti incendio spento, per cause climatiche estreme, che è stato integralmente ripristinato già il giorno successivo agli accertamenti. Suscita inoltre forte perplessità il netto contrasto tra l’estrema tempestività e rigidità con cui sono stati eseguiti controlli, accessi ispettivi e attività amministrative nei confronti della struttura e il totale silenzio istituzionale riscontrato successivamente, nonostante il deposito delle perizie favorevoli e dei chiarimenti normativi richiesti. Secondo la proprietà, tutto ciò starebbe generando un clima oggettivamente ostile alla prosecuzione dell’attività imprenditoriale, privo di quelle minime condizioni di certezza amministrativa, tutela e serenità che qualsiasi impresa dovrebbe poter legittimamente pretendere.
Quanto accaduto – si legge ancora nel comunicato – ci lascia profondamente scossi, non soltanto per il grave episodio vandalico subito, ma soprattutto per il senso di totale isolamento in cui ci troviamo”, dichiara Manuele Ilari, proprietario del Brand Madison Cinemas. “Abbiamo sempre operato nella massima trasparenza e sicurezza per i nostri clienti, adempiendo immediatamente a tutto quanto ci veniva richiesto e dimostrando la piena regolarità della nostra posizione. Nonostante questo, continuiamo a confrontarci con silenzi, mancate risposte e interpretazioni normative che i nostri consulenti ritengono prive di un corretto fondamento giuridico.” “Temiamo soprattutto che situazioni analoghe possano ripetersi anche in futuro, impedendoci di lavorare con quella serenità e quella stabilità amministrativa che ogni impresa dovrebbe avere garantita. In queste condizioni diventa estremamente difficile immaginare un futuro per il cinema a Ragusa”, prosegue Ilari. Il clima creatosi attorno alla vicenda starebbe inoltre producendo pesanti conseguenze anche sul piano umano e organizzativo interno. Diversi collaboratori della struttura, fortemente intimoriti dalle modalità con cui è stata gestita l’intera vicenda e dagli accessi della forza pubblica presso il cinema, starebbero valutando o avrebbero già deciso di interrompere il proprio rapporto lavorativo.
Madison Cinemas comunica inoltre di avere già dato mandato ai propri tecnici di sospendere la realizzazione della nuova sala prevista nel corpo B della struttura, investimento che avrebbe ulteriormente ampliato l’offerta culturale e cinematografica della città. Fino a pochi giorni fa, pur tra enormi difficoltà, la società era ancora determinata a valutare ogni possibile soluzione per proseguire il progetto imprenditoriale e culturale avviato a Ragusa. Oggi, tuttavia, il protrarsi dell’ordinanza di chiusura, l’assenza di risposte ufficiali, il clima creatosi attorno alla vicenda, la mancanza di adeguate condizioni di tutela e il grave atto vandalico subito hanno spinto la proprietà verso una decisione drastica e definitiva: chiudere la struttura. La società desidera scusarsi profondamente con i cittadini ragusani. L’obiettivo di Madison Cinemas era quello di realizzare a Ragusa una delle strutture cinematografiche più avanzate e prestigiose non solo della Sicilia, ma dell’intero Paese, dotata di tecnologie di proiezione all’avanguardia e sistemi audio di ultima generazione. Un grande polo culturale e di aggregazione che, nelle attuali condizioni, rischia ora di andare definitivamente perduto. La società ha già provveduto a documentare i danni subiti e a segnalare formalmente l’accaduto alle autorità competenti. Madison Cinemas comunica inoltre che nei prossimi giorni verranno rese note le modalità di rimborso degli abbonamenti ancora in essere e le procedure relative ai contratti di sponsorizzazione attualmente attivi – chiude la nota – nel rispetto dei termini di scadenza previsti dagli accordi sottoscritti”.

