Personale Asu a Modica: la nuova deadline di dicembre 2027 e la sfida della stabilizzazione

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Personale Asu a Modica: la nuova deadline di dicembre 2027 e la sfida della stabilizzazione

MODICA – “Il percorso verso la fine del precariato per il personale Asu (Attività Socialmente Utili) in forza al Comune di Modica registra un’importante variazione tattica”: lo rende noto il segretario cittadino della Cgil Salvatore Terranova. “Mentre la tensione tra i corridoi di Palazzo San Domenico resta alta – prosegue il comunicato – le notizie che giungono da Palermo ridisegnano il calendario di quella che è ormai diventata una battaglia di civiltà lavorativa lunga oltre un quarto di secolo. La politica regionale si sta muovendo in questi giorni per modificare il cronoprogramma delle assunzioni. La scadenza per la stabilizzazione degli Asu, inizialmente fissata per il 30 giugno 2026, è oggetto di un impegno formale per essere prorogata al 31 dicembre 2027.

Questa estensione temporale non è un semplice rinvio burocratico, ma rappresenta un’opportunità strategica per gli Enti Locali che non sono in dissesto in quanto consente loro di gestire con maggiore margine le procedure amministrative. Per quelli in dissesto tale estensione temporale potrebbe non essere sufficiente: è probabile che molti comuni dissestati in Sicilia difficilmente riusciranno a dotarsi, entro i nuovi margini temporali, dei bilanci stabilmente riequilibrati che, stante la vigente normativa nazionale, costituisce presupposto ineliminabile per procedere ad effettuare assunzioni di personale.

Non basta pertanto, per chiudere il capitolato del precariato in Sicilia il mero spostamento dei tempi per la stabilizzazione. Si rende necessario un intervento normativo nazionale specifico che permetta agli enti locali in dissesto di poter assumere il personale Asu in mancanza dell’obbligo di avere i bilanci approvati e di bypassare l’obbligatorio parere autorizzativo da parte della Commissione Ministeriale competente. Una norma che sancisca la facoltà dell’Ente Locale in dissesto di inserire in dotazione organica il personale Asu, considerato che i costi di tali assunzioni vengono dagli enti interessati coperti con finanziamenti etero diretti cioè provenienti dalla Regione siciliana. Preso atto che in Sicilia opera un governo che ha lo stesso colore politico del governo nazionale, viene da chiedersi come mai i nostri parlamentari siciliani non siano ad oggi riusciti a convincere la maggioranza di governo nazionale a varare la norma che consente di superare i limiti imposti dalla normativa statale? Solo questa è la strada che può dare risultati concreti e può, una volta per tutte, chiudere il dramma del precariato in Sicilia, tagliando definitivamente la speculazione elettorale di chi vede il personale Asu – chiude la nota – come recipiente per la propria carriera politica”.