Danneggiata la rete idrica nella zona del Parco Agricolo Urbano di Ragusa. Intanto il debito di Iblea Acque con il comune cresce ancora, mentre vengono spedite agli utenti bollette poco chiare con consumi forfettari e costi extra

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Danneggiata la rete idrica nella zona del Parco Agricolo Urbano di Ragusa. Intanto il debito di Iblea Acque con il comune cresce ancora, mentre vengono spedite agli utenti bollette poco chiare con consumi forfettari e costi extra

RAGUSA – Danneggiata la rete idrica nella zona del Parco Agricolo Urbano di Ragusa durante gli interventi di urbanizzazione. Un tubo dell’acqua è stato accidentalmente compromesso, provocando una fuoriuscita copiosa di acqua e disagi nell’area circostante. La rottura ha attirato l’attenzione di numerosi residenti, che hanno contattato il consigliere comunale Peppe Calabrese per capire cosa stesse accadendo. Calabrese racconta di aver ricevuto “parecchie chiamate da parte di cittadini allarmati”, motivo per cui ha immediatamente attivato le verifiche del caso. “Ho contattato Iblea Acque – spiega – e mi hanno confermato che sono già sul posto per chiudere la linea, svuotare il tratto interessato e procedere alla riparazione”. Il consigliere sottolinea anche un aspetto economico che ritiene fondamentale: “Speriamo che l’intervento venga fatturato al privato che sta eseguendo i lavori e non ricada sulle bollette dei cittadini. È giusto che chi causa un danno se ne assuma la responsabilità, senza gravare sulla collettività”.

Intanto il consigliere comunale Federico Bennardo (nella foto in alto), che segue da inizio mandato l’evolversi della condizione debitoria di Iblea Acque SpA, oggi stabile sopra i 10 milioni di euro, ad aggiornamento delle precedenti istanze, ha chiesto chiarimenti in merito al rispetto dei pagamenti ai sensi della deliberazione del Consiglio comunale n. 33 del 4 giugno 2025 con la quale era stato concesso alla società di pagare il proprio debito a rate scoprendo che la società continua a essere morosa. “Il sindaco Cassì aveva inizialmente bollato come inadeguati ad amministrare coloro che esigevano che Iblea Acque mantenesse l’impegno al pagamento del piano di rateizzazione che lui stesso ha portato ed emendato in Consiglio comunale, per poi in data 9 ottobre firmare una diffida al pagamento indirizzata alla società, salvo poi fare marcia indietro qualche giorno dopo dichiarando di non voler procedere per vie legali”. “In questi giorni che i cittadini ricevono bollette (non di rado esose) dalla stessa società” continua Bennardo “appare sempre più evidente il paradosso di esigere dai cittadini – a volte in difficoltà – la puntualità e il rigore che Iblea Acque non ha nei confronti dei propri creditori: primo fra tutti il Comune di Ragusa”. Il consigliere, che ha più volte sollecitato un intervento dell’amministrazione e dell’avvocatura dell’ente ha adesso inviato per conoscenza una istanza anche al collegio dei revisori, che aveva in sede di approvazione di Bilancio espresso dubbi su perdurare della condizione credito-debito tra Comune e società.

E nel frattempo Iblea Acque continua a spedire bollette idriche con consumi forfettari, senza la precedente lettura del contatore e senza quella attuale, rendendo difficili, se non impossibili, i calcoli agli utenti sul reale consumo effettivo di metri cubi di acqua nel periodo di riferimento, che può variare dai 3 mesi ad addirittura un anno (ad esempio l’intero 2025, come si evince dalla bolletta pervenuta ad un utente). Si continuano insomma ad ignorare le regole basilari sulla chiarezza e sulla trasparenza, inducendo in errore gli utenti e addebitando costi extra rispetto al reale consumo idrico. Una situazione che meriterebbe una class action con tanto di denuncia dei vertici di questa società che sta causando tutta una serie di problematiche e disservizi che si moltiplicano nel tempo, ripercuotendosi sugli utenti.