RAGUSA – Approvato all’unanimità in consiglio comunale, su proposta dell’Amministrazione Comunale, il regolamento per la definizione agevolata delle entrate comunali, tributarie e patrimoniali, accogliendo la possibilità che la Legge di bilancio dello Stato 2026 ha dato ai Comuni. La definizione agevolata riguarda: i tributi locali (Imu, Tari, imposta di soggiorno) derivanti da atti esecutivi emessi entro il 31 dicembre 2025; i tributi locali derivanti da atti non esecutivi maturati alla data del 31 dicembre 2025; le entrate patrimoniali di parte Comunale (Idrico, canone unico patrimoniale) derivanti da atti esecutivi emessi entro il 31 dicembre 2025; canoni di locazione su immobili comunali, rette su asili nido comunali derivanti da titoli esecutivi o maturati alla data del 31 dicembre 2025.
La definizione agevolata prevede l’eliminazione degli interessi e delle sanzioni per gli atti esecutivi emessi, l’inclusione di tutte le poste di entrata derivanti da titoli esecutivi emessi e di crediti maturati alla data del 31 dicembre 2025; possibilità di rateizzazione del debito con applicazione degli interessi al tasso legale vigente. Per aderire bisogna presentare al Comune apposita istanza di adesione (Allegato A) o brevi manu all’ufficio protocollo o tramite pec: protocollo@pec.comune.ragusa.it o via e-mail: ufficio.protocollo@comune.ragusa.it. Entro 15 giorni lavorativi dal ricevimento dell’istanza (modello A) l’ufficio Tributi comunicherà al recapito del contribuente se può essere ammesso alla definizione e l’ammontare del debito. Il contribuente, entro i successivi 15 giorni dovrà comunicare mediante apposito modello (modello B), la volontà di aderire alla definizione agevolata e se intende pagare il proprio debito in unica soluzione o ratealmente, in questo secondo caso saranno applicati, secondo Legge, gli interessi legali al tasso vigente. Nel portale web del Comune www.comune.ragusa.it saranno pubblicati dal 27.3.2026, il regolamento approvato e i moduli A (istanza di adesione) e modulo B (accettazione adesione). Dalla data di pubblicazione decorreranno i 60 giorni entro i quali è possibile aderire alla definizione agevolata.
“Ancora una volta – dichiara il sindaco Peppe Cassi – procediamo nella direzione di andare incontro ai cittadini, nella convinzione che il Comune e il suo Settore Tributi non siano un mero esattore che guarda solo alle cifre ma un gruppo fatto di persone ragionevoli, che svolgono il proprio lavoro avendo sempre a cuore il rapporto con il cittadino. È una visione magari lontana da quella tradizionale ma che siamo convinti, specie in una comunità fatta di gente onesta e responsabile, che possa portare maggiori benefici. Dare l’opportunità per regolarizzare la propria posizione è spesso più fruttuoso che agire in maniera rigida”. “È una opportunità – continua L’assessore ai Tributi Giovanni Iacono – per i Cittadini che per qualsiasi ragione non sono riusciti ad adempiere ai loro obblighi tributari e/patrimoniali. Il Comune di Ragusa ha colto la facoltà data ai Comuni di utilizzare lo strumento della definizione agevolata e di disciplinare e regolamentarne il funzionamento. Potevamo solo ridurre le sanzioni o solo ridurre gli interessi ed abbiamo, invece, scelto l’eliminazione di sanzioni ed interessi, in linea con il rapporto istaurato con i Cittadini in questi 8 anni con le modifiche regolamentari che hanno esteso le possibilità di gestione diretta del Comune (precedentemente Lamco) avviso bonario, di ravvedimento operoso, di rateizzazione fino a 72 rate, di nuovi locali e servizi anche tramite patronato, di prenotazioni on line e di servizi web”.
LE RIVENDICAIZONI DEL PD
“A fronte della proposta iniziale dell’amministrazione, che prevedeva una rateizzazione massima di 24 mesi, il Partito Democratico ha avanzato un emendamento per estendere i tempi fino a 72 mesi, ottenendo infine una dilazione fino a 48 mesi per la definizione agevolata delle entrate comunali, tributarie e patrimoniali. Lo rende noto in un comunicato il Pd. “Abbiamo lavorato per affermare un principio di equità”, dice Peppe Calabrese. “Il Comune non deve essere vessatorio nei confronti di chi vuole mettersi in regola, ma attraversa una fase di difficoltà. È giusto distinguere tra chi evade e chi, invece, chiede tempi più sostenibili per adempiere ai propri obblighi”. L’approvazione all’unanimità di entrambe le proposte viene letta dal gruppo consiliare dem come un segnale politico rilevante. “Prendiamo atto di un atteggiamento più disponibile al confronto da parte dell’amministrazione”, conclude Calabrese. “Probabilmente anche il recente esito referendario ha contribuito a determinare una maggiore apertura. Quando si mettono al centro i bisogni reali dei cittadini, le differenze politiche possono lasciare spazio a soluzioni condivise”.

