VITTORIA – La guardia di finanza ha sequestrato oltre 30.000 semi di pomodoro contraffatti, denunciando i titolari di 2 aziende agricole, di un vivaio orticolo e di una ditta sementiera tra Vittoria e Gela. Le indagini hanno permesso di rinvenire, all’interno di un’azienda agricola vittoriese, piantine di pomodoro riprodotte illecitamente. Le successive analisi genetiche hanno confermato l’impiego di sementi “copiate” e coltivate come ibridi da mensa ad alto valore agronomico, in assenza delle necessarie autorizzazioni rilasciate dalle imprese comunitarie titolari dei diritti di proprietà industriale. Gli approfondimenti investigativi hanno ricostruito l’intera filiera, accertando il coinvolgimento di un vivaio di Vittoria che aveva acquistato i semi da una ditta con sede a Gela, per poi rivenderli anche a un’ulteriore azienda agricola del territorio.
Nel corso delle perquisizioni delegate dall’Autorità giudiziaria iblea, sono stati sequestrati i semi sospetti. La loro contraffazione è stata di recente confermata dagli esiti delle analisi genetiche eseguite in laboratori specializzati. I titolari delle imprese coinvolte sono stati denunciati alla procura di Ragusa per fabbricazione e commercio di beni usurpando diritti di proprietà intellettuale. La propagazione non autorizzata di varietà vegetali comporta rilevanti rischi fitosanitari, favorendo la diffusione di patologie delle piante, e integra una forma di concorrenza sleale a danno dei produttori e dei vivaisti che rispettano la normativa. Tali condotte procurano inoltre gravi perdite economiche ai detentori dei brevetti, frutto di investimenti di ricerca e sviluppo spesso pluriennali.
“L’operazione condotta a Ragusa nell’ambito della Cabina di Regia dei controlli agroalimentari conferma ancora una volta l’efficacia del sistema dei controlli e la presenza concreta dello Stato a tutela dell’agricoltura italiana. Il sequestro di oltre 30 mila semi di pomodoro contraffatti e lo smantellamento di un’intera filiera illegale rappresentano un risultato importante nella difesa della qualità, della sicurezza delle produzioni e del lavoro degli agricoltori onesti. La contraffazione delle sementi non è soltanto una violazione dei diritti di proprietà intellettuale, ma un grave atto di concorrenza sleale che penalizza chi investe in ricerca, innovazione e rispetto delle regole, mettendo a rischio l’equilibrio dell’intero sistema produttivo. Difendere la legalità significa proteggere le filiere, garantire trasparenza del mercato e salvaguardare la credibilità del Made in Italy”. Lo dichiara il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.

