HomeNazionale

Dall’abbonamento agli streaming al gaming in rete: la nuova economia dei servizi digitali

Alzi la mano chi preferisce dedicare il proprio tempo libero a gite fuori porta o attività all’aperto. Da ormai oltre 10 anni gli italiani, infatti, preferiscono di gran lunga intrattenersi in rete con attività digitali. Ed è alla luce di ciò che dobbiamo leggere gli esiti della ricerca condotta qualche mese fa da Consumers’ Forum. Ci preme sottolineare soprattutto le stime che riguardano gli abbonamenti streaming e pay-tv: nel 2015 si aggiravano intorno ai 7 milioni mentre oggi salgono a 21 milioni. Si è attivata a tutti gli effetti una nuova economia digitale che riguarda i servizi d’intrattenimento in rete e che chiama in causa non solo la vendita degli stessi, ma anche il mercato pubblicitario che la sostiene. Solo nel 2025 internet raccoglie il 51% degli investimenti degli advertiser, incentivati soprattutto dai social media, gaming e contenuti video.

In questo scenario non può essere messo in secondo piano il comparto gaming, che proprio avvalendosi delle tecnologie più moderne riesce oggi a trainare in rete giocatori più esigenti, ma anche più competenti quando si tratta di scegliere la migliore piattaforma. La crescita deriva dalla possibilità di avere a disposizione contenuti personalizzati che riguardano, sì, la proposta ludica, ma anche i servizi annessi. Pensiamo alla qualità del customer service o alla varietà di metodi di pagamento tra i quali scegliere. Non è un caso che tra i segmenti più dinamici ci sia quello del gaming regolamentato: la crescita costante di ricerche relative alle principali slot online a soldi veri è infatti il segno di un pubblico sempre più attento, che cerca esclusivamente intrattenimento certificato e sicuro.

Se, allora, i canali tradizionali sembrano stare un passo indietro, gli italiani sembrano invece più interessati ad abbracciare le nuove logiche di business che l’economia digitale introduce. I consumi in rete non sono solo diretti, ma spesso ruotano intorno ad influencer, community e strategie di marketing studiate per favorire il cliente in modi vari. Quest’ultimo non è solo attratto dall’intrattenimento in sé, ma anche dalle modalità in cui viene proposto. Senza considerare che oggi l’IA ha consentito anche alle piccole start-up di poter arrivare ad un pubblico più ampio, immettendosi così nel mercato digitale. Si ridisegnano ancora una volta i confini dell’economia digitale e con essi nasce un nuovo modo di impiegare il tempo libero.