VITTORIA – In 2 sono finiti agli arresti domiciliari nella prima fase giudiziaria dell’operazione che, nei giorni scorsi, ha portato al sequestro di circa 1.400 uccelli selvatici e oltre 13.000 euro in contanti in prossimità di Scoglitti. Gli indagati sono 2 soggetti, uno di origine maltese e uno calabrese, fermati mentre trasportavano gli animali protetti. Nonostante l’ingente quantità di fauna sequestrata e la gravità delle contestazioni, la Procura non ha richiesto la custodia in carcere. Una scelta che ha trovato la convergenza della difesa e che il giudice per le indagini preliminari ha condiviso, disponendo per entrambi la misura meno afflittiva dei domiciliari.
Secondo quanto emerso, il confronto tecnico tra accusa e difesa ha avuto un ruolo determinante nel definire un quadro cautelare ritenuto equilibrato e proporzionato. Intanto le indagini proseguono. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire l’intera filiera del traffico illecito, che potrebbe coinvolgere un asse stabile tra Calabria, Sicilia e Malta, con un sistema organizzato di cattura, trasporto e commercializzazione degli uccelli selvatici. In questa fase, il provvedimento del giudice rappresenta un passaggio significativo: da un lato tutela l’interesse pubblico alla prosecuzione delle indagini, dall’altro riconosce il principio di proporzionalità delle misure cautelari, evitando un ricorso eccessivo alla detenzione preventiva.
