RAGUSA – “Il Movimento Ragusa Prossima ha accolto con grande preoccupazione la notizia della totale demolizione del Mulino Curiale”: questo l’incipit del comunicato a firma della presidente Lilla Anagni. “Nei giorni scorsi – si continua a leggere – dopo mesi di inattività, le ruspe sono tornate in azione attaccando la parte storica dell’antica struttura, dal 2012 sottoposta al vincolo della Sovrintendenza. Secondo quanto abbiamo appreso, l’intervento si sarebbe reso necessario per il deterioramento della costruzione che era stata risparmiata, senza, però, essere sottoposta ad un restauro conservativo e di consolidamento alla prova dei fatti necessario. Non possiamo non chiederci, avendo a cuore la memoria storica di questa città, le ragioni di tale trascuratezza alla quale non si può porre riparo dicendo che la parte storica sarà “ricostruita“ nella forma originale.
Non possiamo non lamentare il silenzio dell’Amministrazione Comunale e della Soprintendenza: ci saremmo aspettati, come cittadini, un intervento pubblico per illustrare le motivazioni che hanno portato alla scelta di cancellare definitivamente la seconda realtà industriale più importante della città, dopo la ex Abcd. Una scelta che non è in linea con le tendenze architettoniche contemporanee, fondate su restauri conservativi delle diverse realtà industriali. Ciò che restava del Mulino non aveva sicuramente un alto valore artistico, ma era un esempio significativo di archeologia industriale che avrebbe dato un valore identitario ad un’area urbana, certamente in espansione, ma comunque periferica.
Per questo motivo, dall’estate del 2024, quando le ruspe hanno cominciato le demolizioni, Ragusa Prossima segue con attenzione le vicende legate al Mulino Curiale. Il nostro consigliere Gianni Iurato aveva proposto di destinare una parte della struttura a museo degli antichi macchinari destinati alla molitura e alla lavorazione della pasta. Una soluzione che, oltre a garantire il mantenimento dell’area storica, avrebbe fornito la testimonianza di un’attività che ha contribuito allo sviluppo economico della nostra città. La nostra proposta oggi appare inattuabile per la scarsa attenzione riservata alla costruzione, gravemente indebolita per scelte poco oculate: privata degli immobili adiacenti, soggetta alle vibrazioni delle opere di sbancamento e ricostruzione dell’attiguo cantiere, esposta agli agenti atmosferici. Attenti a quanto accade, non possiamo non domandarci le ragioni di ciò e attendiamo fiduciosi di sapere dall’Amministrazione come e perché si sia giunti a questo, consapevoli che senza la memoria del nostro passato – chiude la nota – non si possa costruire il futuro”.

