L’Assemblea regionale siciliana ha approvato un articolo del disegno di legge sugli enti locali che permette a centinaia di amministratori locali di aumentarsi lo stipendio di qualche centinaio di euro. Poche righe, proposte dal capogruppo del Movimento per l’autonomia Roberto Di Mauro, e approvate dall’aula dopo lo scontro sulle versioni precedenti del testo ancora più di maglia larga: «I Comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti – recita il testo approvato – possono incrementare, con oneri a loro carico, del 50 per cento le indennità spettanti agli assessori, ai presidenti e vicepresidenti dei consigli comunali». Cosa cambia concretamente? La misura coinvolge 202 Comuni siciliani, poco più della metà del totale: si va dal più piccolo Roccafiorita con 228 residenti a Catenanuova con 4.999. Se fosse passata la prima versione della norma, che prevedeva l’aumento delle indennità per gli amministratori di tutti i paesi sotto i 10mila abitanti, il numero di Comuni coinvolti sarebbe salito a 281.
Con l’emendamento targato Mpa, gli assessori, il presidente e il vicepresidente dei consigli comunali potranno vedersi incrementata l’indennità del 50 per cento. Ma solo a patto che le casse del Comune siano in grado di sostenere l’aumento di spesa, cioè che l’ente non sia in dissesto o pre dissesto. A quanto ammonta l’aumento? Attualmente gli amministratori dei Comuni fino a mille abitanti percepiscono appena 220 euro al mese, con la novità introdotta dall’Ars salirebbero a 331 euro. Quelli dei Comuni compresi tra mille e 3mila abitanti passerebbero da 331 a 497 euro. Infine assessori, presidente e vice dei consigli comunali nei centri in cui gli abitanti sono compresi tra 3mila e 5mila, passano da 455 a 682 euro. «In pratica – commenta il segretario di Anci Sicilia, Mario Alvano – molti di loro continueranno a percepire meno di quanto lo Stato garantisce ai giovani che fanno il servizio civile».
Ma quanto guadagnano tutti gli altri amministratori locali siciliani? Rimanendo nella categoria “assessori, presidente e vice del consiglio comunale” gli stipendi sono decisamente più alti per i Comuni a partire dai 5mila abitanti. Nei 72 paesi che hanno tra 5mila a 10mila abitanti, l’indennità è di 1800 euro; nei 73 Comuni con residenti compresi tra 10mila a 30mila siamo a 1.863 euro. Sono 18 le cittadine che hanno tra i 30mila e i 50mila abitanti e qui lo stipendio sale a 2.173 euro. Per i sette Comuni con più di 50mila residenti si arriva a 3.726 euro. Discorso a parte per assessori, presidente e vice dei consigli comunali nelle città capoluogo. A Enna (unico capoluogo di provincia sotto i 50mila abitanti) l’indennità è di 4.347 euro. Ad Agrigento, Caltanissetta, Ragusa e Trapani lo stipendio sale a 5.796 euro. A Siracusa (unico capoluogo non metropolitano sopra i 100mila residenti) si arriva a 7.176 euro.
I più fortunati sono gli amministratori dei tre Comuni metropolitani – Palermo, Catania e Messina – che percepiscono mensilmente 8.976 euro. Gli stipendi di queste categorie sono parametrati su quelli dei sindaci, che sono stati incrementati negli ultimi due anni. Nel 2025 i primi cittadini di Comuni fino a 3mila abitanti hanno ricevuto 2.208 euro al mese. Nei Comuni da 3mila a 5mila abitanti l’indennità è di 3.036 euro. Per la fascia da 5mila a 10mila si sale a 4.002 euro. Qualcosa in più – 4.140 euro – va ai sindaci delle cittadine da 10mila a 30mila residenti. Si arriva a 4.830 euro per la fascia da 30 a 50mila e a 6.210 euro nei Comuni con più di 50mila abitanti. Si sale uno scalino importante quando si passa ai capoluoghi di provincia. A Enna, Agrigento, Caltanissetta, Ragusa e Trapani il sindaco guadagna 9.660 al mese. A Siracusa si arriva a 11.040 euro. Fino alle vette raggiunte dai tre primi cittadini di Palermo, Messina e Catania che percepiscono lo stesso stipendio del presidente della Regione: 13.800 euro.

