RAGUSA – Aria troppo pesante a Ragusa, lo smog si fa sentire sempre di più secondo il report di Mal’Aria di Legambiente. Il 2025 segna un numero che pesa come un macigno: 61 giorni di superamento del limite giornaliero di PM10. Mai così tanti. Mai così male. È un dato che sorprende e inquieta, perché Ragusa non è Milano, non è Napoli, non è Palermo. Eppure si ritrova accanto a loro nelle classifiche peggiori. Non è un episodio isolato né un’anomalia statistica: è un segnale. Un campanello d’allarme che ci dice che l’inquinamento non è più un problema confinato alle grandi città del Nord o alle aree industriali. È un fenomeno che si allarga, che si infiltra nei centri medi e piccoli, che trova terreno fertile anche qui, tra le colline iblee.
Le cause sono molteplici e intrecciate: una mobilità ancora troppo dipendente dall’auto privata, un trasporto pubblico che fatica a essere un’alternativa reale, impianti di riscaldamento domestico spesso obsoleti, e un territorio agricolo e zootecnico che, pur essendo una ricchezza, contribuisce in modo significativo alla produzione di ammoniaca, precursore delle polveri sottili. E poi c’è lo scenario europeo che incombe. Perché se già oggi i numeri preoccupano, con i nuovi limiti UE del 2030 Ragusa sarebbe fuori norma in modo netto. Il trend degli ultimi quattordici anni non lascia spazio a interpretazioni: continuando così, non si migliorerà. E non è solo una questione di parametri ambientali, ma di salute pubblica, di attrattività del territorio, di qualità della vita.
LA REPLICA DI CASSI’
“Il report “Mal’Aria di città 2026” di Legambiente ha certamente creato preoccupazione: quest’anno Ragusa è la 4^ città in Italia per superamento del numero di sforamenti di Pm10. Cosa è successo? Come può Ragusa passare dall’essere tra i soli 8 capoluoghi di provincia in Italia ad avere una qualità dell’aria buona nel 2025 (come da report Ecosistema Urbano di Legambiente) a questo dato così preoccupante? La risposta è verosimilmente riportata all’interno della stessa indagine 2026: come riportano i media nazionali la sede della centralina Arpa che ha registrato gli sforamenti è quella del “campo di atletica”. Lo stesso campo d’atletica di contrada Petrulli che nel periodo preso in analisi è stato oggetto dei lavori di completa riqualificazione della pista. La centralina si è quindi ritrovata nel bel mezzo di un cantiere, inevitabilmente caratterizzato dal sollevamento di polveri e di fumi, riportando un dato di per sé corretto, ma probabilmente alterato dalla condizione contingente e che quindi non rispecchia il livello di qualità dell’aria che intanto si respirava in tutta la città”. Lo dichiara il sindaco di Ragusa Peppe Cassì.

