Monta la protesta dei circa 70 lavoratori del cantiere della Ragusa Catania, senza stipendio da novembre

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Monta la protesta dei circa 70 lavoratori del cantiere della Ragusa Catania, senza stipendio da novembre

RAGUSA – Hanno protestato per l’intera giornata di martedì, e continueranno a farlo, i circa 70 lavoratori del cantiere della Ragusa Catania, senza stipendio dallo scorso novembre. I sindacati Feneal Uil – Filca Cisl – Fillea Cgil di Catania si dicono “Preoccupati per il futuro dei lavoratori del Consorzio Achates, impegnato nella realizzazione del Lotto 3 dell’Autostrada Ragusa–Catania, opera strategica per la Sicilia e per l’intero Paese”. Da novembre scorso infatti oltre 70 lavoratrici e lavoratori sono senza stipendio, lasciati in una condizione di totale abbandono, mentre da mesi è in corso uno stato di agitazione formalmente proclamato che non ha trovato alcuna risposta risolutiva da parte delle aziende coinvolte. I tavoli sindacali, convocati e riconvocati nel tempo, si sono trasformati in un estenuante e logorante braccio di ferro, sempre più teso e conflittuale, che ad oggi non ha prodotto risultati concreti.

“Quello che preoccupa – si legge nella nota dei sindacati – è non solo che gli stipendi non sono stati corrisposti, ma risultano mancanti anche i versamenti alla Cassa Edile da ottobre ad oggi, aggravando ulteriormente una situazione già drammatica e delineando un quadro di estrema gravità sotto il profilo salariale e contributivo. Il risultato di questa gestione è devastante. I lavoratori sono senza reddito da mesi, le famiglie sono allo stremo e intorno a un’opera pubblica di enorme rilevanza economica e strategica si è creata una spirale di incertezza, debiti e irresponsabilità che sta minando la tenuta sociale del territorio. Nonostante mesi di incontri, sollecitazioni formali e reiterate richieste sindacali, Cmc Ravenna S.p.A., oggi soggetto centrale nella gestione delle commesse, continua a non assumere impegni chiari, scritti e vincolanti sul pagamento delle retribuzioni arretrate, sulla regolarità contributiva e sulla continuità occupazionale dei lavoratori del Consorzio, alimentando una esasperazione crescente nei cantieri e tra le famiglie coinvolte.

Questa vertenza – prosegue la nota sindacale – ha ormai superato ogni soglia di tollerabilità. Non siamo più di fronte a una semplice crisi aziendale, ma a una vera e propria emergenza sociale e politica, consumata sulla pelle di oltre settanta famiglie che da mesi vivono senza alcuna entrata economica. È inaccettabile che il prezzo di operazioni societarie, crisi gestionali e passaggi di responsabilità venga scaricato interamente sui lavoratori, mentre un’opera pubblica dal valore complessivo di oltre un miliardo e mezzo di euro rischia di essere compromessa, con conseguenze gravissime sull’occupazione e sul futuro del territorio. Lunedì prossimo, alle 15, è previsto abbiamo fissato un nuovo tavolo di confronto che le Organizzazioni Sindacali considerano l’ultimo passaggio utile. Non esistono più margini per rinvii, promesse generiche o soluzioni di facciata. Servono decisioni immediate, responsabilità chiare e risposte concrete. I lavoratori del Consorzio Achates – chiude la nota – non possono e non devono più attendere oltre”.