RAGUSA – “L’ondata di maltempo dei giorni scorsi ha provocato seri disagi nelle strutture ospedaliere della provincia di Ragusa”: denunciarlo è il sindacato Nursind, che parla di quadro «molto preoccupante». «Non tolleriamo assolutamente che si metta a repentaglio la sicurezza dei lavoratori» – scrive in una nota il segretario provinciale, Giuseppe Savasta – «e riteniamo che l’azienda debba seriamente prendere in considerazione azioni forti per evitare che si ripetano questi episodi. Considerato che la maggior parte dei lavori in alcuni edifici non supera i dieci anni, riteniamo che l’azienda possa e debba, verificati i singoli casi, attivare un riscontro con le ditte esecutrici. Ricordiamoci che stiamo parlando di lavori di recente consegna e di soldi pubblici spesi per garantire la salute di tutta la popolazione, assicurando anche la sicurezza dei lavoratori». Tra i disservizi registrati, all’ospedale “Guzzardi” di Vittoria è stata attivata la procedura di sicurezza a causa del guasto di una cabina elettrica, con conseguente trasferimento temporaneo delle attività diagnostiche sui presidi di Ragusa e Modica.
Proprio a Modica si sono verificate infiltrazioni d’acqua in diverse stanze del pronto soccorso, dove i lavori erano stati consegnati nell’aprile 2018. Problemi anche al “Giovanni Paolo II” di Ragusa, dove si è allagata parte dell’area di emergenza, con infiltrazioni in vari locali, compresa la Direzione sanitaria di presidio. «Il presidio ospedaliero di Ragusa – ricorda il Nursind – è già noto per queste criticità: nell’agosto 2018 si registrarono allagamenti nei reparti di Pronto soccorso, Rianimazione e Medicina nucleare. E ancora, nel settembre 2022, si allagarono sia il Pronto soccorso sia la Rianimazione. Come sindacato infermieristico, a tutela dei diritti dei lavoratori, siamo seriamente preoccupati del ripetersi di malfunzionamenti strutturali che incidono sulla sicurezza dell’utenza e, soprattutto, degli operatori. Penso sia doveroso ricordare che negli ospedali si utilizzano apparecchiature elettromedicali e sono presenti molteplici fonti di ossigeno portatili per i pazienti che ne necessitano: in questi casi la miscela tra acqua, corrente e ossigeno può causare incendi. Non sono argomenti da prendere con leggerezza».
Savasta prosegue: «Riteniamo fondamentale la verifica strutturale degli edifici sanitari del nostro territorio non solo in relazione agli eventi meteorologici, ma anche per il rischio di incendi che potrebbe derivare da quanto descritto. L’attivazione di protocolli condivisi, noti a tutti gli operatori, può essere d’aiuto. Protocollo che, come accaduto nel 2022, in questo caso non sono stati attivati al “Giovanni Paolo II”, dove l’attività sanitaria è proseguita con l’acqua all’interno dei locali. La fragilità strutturale degli edifici va presa molto sul serio: basti ricordare l’ultimo episodio del dicembre 2025, quando ad allagarsi, per la rottura di un tubo, fu il reparto di Psichiatria del presidio Ompa di Ragusa. Come sindacato saremo vigili sulla sicurezza sul lavoro dei dipendenti Asp e disponibili a qualsiasi confronto».
