80 milioni i primi debiti che hanno portato il comune di Modica al dissesto, sulle cui cause sarà istituita una commissione d’inchiesta

HomePolitica

80 milioni i primi debiti che hanno portato il comune di Modica al dissesto, sulle cui cause sarà istituita una commissione d’inchiesta

MODICA – L’organo straordinario di liquidazione (presidente Giuseppe Sapienza, componenti Giuseppe Bartolilla e Giovanni Torre) ha finora certificato che la massa debitoria del comune di Modica, che ha portato alla dichiarazione di dissesto economico finanziario, è pari ad oltre 80 milioni di euro e si riferisce alle istanze che 387 creditori hanno inviato a suo tempo all’ente. I termini di quel bando, come ha sottolineato il sindaco Maria Monisteri nell’incontro con la stampa appositamente convocato per fare chiarezza sulla vicenda debitoria, sono solo ordinatori, ovvero consentono che altre istanze potranno essere accettate e incluse. Tuttavia l’ammontare complessivo del debito manca di alcuni dati importanti e necessari per comporre nel suo insieme la massa totale. Determinante ai fini del calcolo il disavanzo di amministrazione che si è accumulato negli anni. Tutto questo sarà oggetto di un secondo step in cui saranno resi noti dati e modi di estinzione del debito.

Il dissesto fu votato a maggioranza dal consiglio comunale di Modica la sera del 30 gennaio dello scorso anno, e, a questo proposito, la presidente del consiglio comunale Mariacristina Minardo ha annunciato l’istituzione di una commissione d’inchiesta sulle cause del dissesto. E’ stato quini lanciato dal sindaco ai creditori l’invito ad aderire alla procedura semplificata di liquidazione, che consente all’organo di definire le pretese creditorie, offrendo il pagamento di una somma variabile tra il 40% e il 60% del debito ammesso alla massa passiva entro 30 giorni dall’accettazione della proposta transattiva. Per fronteggiare questa massa passiva il sindaco ha informato che sono stati accantonati 10 milioni di euro in questi primi 2 anni della sua amministrazione. Poi ci sono i proventi delle entrate tributarie, con la lotta all’evasione che sta dando i suoi frutti, gli avanzi di amministrazione dovuti al taglio drastico delle spese, l’alienazione dei beni immobili, residui attivi e nuovi introiti da accertamenti. Il sindaco auspica dunque che il debito complessivo del dissesto possa essere estinto entro il 2028, che coinciderà con la data di scadenza del suo mandato.