RAGUSA – La provincia di Ragusa si conferma anche nel 2025 tra le realtà più virtuose nel campo della donazione di sangue e plasma. I dati preliminari elaborati dal dottor Francesco Bennardello, direttore del Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale (Simt) dell’Asp di Ragusa, attestano 45.794 donazioni complessive, con un ulteriore incremento rispetto al 2024 (+27 unità). Il risultato assume un rilievo ancora maggiore se si osserva l’andamento della raccolta di plasma in aferesi, che nel 2025 raggiunge 13.883 donazioni, facendo registrare un aumento di 319 unità (+2,4%). Un dato in linea con gli obiettivi di potenziamento della produzione di plasma, oggi sempre più centrale per l’autosufficienza del sistema trasfusionale. L’elemento che rende il quadro ibleo unico resta il rapporto tra donazioni e popolazione residente. A fronte di un fabbisogno standard indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità pari a 40 unità di sangue ogni 1.000 abitanti (12.852 unità per la provincia di Ragusa), il territorio raggiunge quota 143 donazioni per 1.000 residenti, un valore che non trova riscontri analoghi a livello nazionale né europeo.
«Parliamo di numeri che, rapportati alla popolazione, collocano Ragusa ai vertici del panorama trasfusionale. Sono il frutto di una cultura della donazione consolidata e di un’organizzazione che nel tempo ha saputo strutturarsi in modo efficace», dice Bennardello, ringraziando i donatori, l’Avis capofila di Ragusa con le sezioni comunali e l’AVIS provinciale, il personale associativo e sanitario, i volontari e gli operatori del Servizio civile. Un riconoscimento è stato inoltre rivolto al personale dei SIMT di Ragusa, Modica e Vittoria e alle strutture aziendali di supporto, così come alla Direzione strategica dell’Asp di Ragusa. «Questi dati – sottolinea il Direttore generale, Giuseppe Drago – raccontano una comunità che risponde con responsabilità e continuità al bisogno di salute collettivo. Allo stesso tempo certificano l’efficacia di un modello organizzativo che rappresenta un punto di riferimento per l’intero sistema sanitario».
