MODICA – E’ stata alla fine installata la tanto contestata antenna 5G in via Peppino Impastato, al quartiere Sorda a Modica (nella foto in alto tratta da Video Mediterraneo): 3 ricorsi non sono serviti a nulla. Cocente delusione dei residenti, arrabbiati e amareggiati per l’atteggiamento dell’amministrazione comunale, che, secondo i residenti, si è arresa senza opporsi al giudizio. Il titolo autorizzativo si era consolidato per il silenzio assenso, come ribadito dall’ultima sentenza del Tar, contro la quale il comune non si è appellato. I lavori erano iniziati in pieno agosto e sono culminati nell’installazione dell’antenna in una zona densamente abitata e trafficata, con molte scuole nelle vicinanze.
C’è attesa ora per l’analoga vicenda di contrada Caitina, dove svetta un’altra antenna 5G alta circa 35 metri e installata in un terreno privato, a meno di 7 metri da una villetta. In quest’ultimo caso, però, mancherebbe un valido autorizzativo, e l’autocertificazione fornita dalla società di telefonia sarebbe quindi inefficace”. Eppure i lavori di installazione del maxi impianto, cominciati lo scorso febbraio, erano proseguiti, causando ad uno degli inquilini della casa un malore cardiaco (da cui si è per fortuna ripreso quasi del tutto) per la rabbia suscitata dal senso di impotenza dinanzi ad una situazione più grande di lui.
I residenti avevano fatto quadrato per far rimuovere l’antenna, affidandosi all’avvocato Sara Zacco del foro di Ragusa, che aveva di fatto impedito l’attivazione dell’antenna, richiamando d’urgenza sul posto tecnici comunali e responsabili di settore, nonché la polizia locale. Dopo lunghe ore di rimpalli di responsabilità, accertamenti ed intimazioni, alla fine gli operai se ne erano andati senza attivare l’antenna, che continua però a svettare in zona. L’autocertificazione presentata dalla società è stata dichiarata inefficace dal Comune con nota prot. n. 874 del 5.01.2024, mentre il provvedimento comunale non è stato impugnato, ed è quindi divenuto definitivo. Inoltre i lavori sono ripresi illegittimamente in assenza di un valido titolo e oltre i termini previsti dalla legge, comportando la decadenza dell’autorizzazione ai sensi dell’art. 44 comma 11 del D.Lgs. 259/2003. Una udienza urgente è stata fissata dinanzi al Tar di Catania e la sentenza è attesa nei prossimi giorni.

