Rilancio centro storico Modica, Confcommercio sezionale propone un modello operativo

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Rilancio centro storico Modica, Confcommercio sezionale propone un modello operativo

MODICA – Non un documento di intenti, ma un vero modello operativo. È questa la cifra del piano per il centro storico che Confcommercio sezionale Modica ha protocollato a palazzo di Città in previsione del Consiglio comunale aperto di mercoledì 15 aprile: un progetto che segna un cambio di passo nel dibattito cittadino, spostandolo dalla lamentazione alla logica dell’esecuzione. Il punto di partenza è netto e, per certi versi, controintuitivo: la crisi del centro storico non è commerciale, ma demografica e funzionale. Le vetrine vuote non sono la causa, ma il sintomo di un processo più profondo: la progressiva perdita di residenti e di funzioni quotidiane. I numeri lo confermano: circa il 40% degli edifici è vuoto e solo il 13,5% della popolazione vive oggi nel centro storico.

Ma è sul metodo che il documento introduce l’elemento più rilevante. Confcommercio propone una roadmap articolata in tre fasi — breve, medio e lungo periodo — con strumenti già individuati, tempi definiti e risultati verificabili. Non una visione generica, ma una sequenza operativa. Nel breve periodo, entro 90 giorni, sono previste azioni immediatamente attuabili: definizione formale del perimetro del centro storico, attivazione dei temporary store, censimento degli immobili sfitti, misure fiscali di alleggerimento e ritorno di funzioni pubbliche ad alta frequentazione. Interventi a impatto rapido, pensati per riattivare il sistema. Nel medio periodo, il focus si sposta sulla struttura: istituzione del Distretto urbano del commercio e attivazione di una cabina di regia stabile pubblico-privata. L’obiettivo è superare la frammentazione decisionale che negli anni ha disperso risorse, tempo e fiducia. Nel lungo periodo, la prospettiva diventa strutturale: un Contratto istituzionale di sviluppo dedicato al centro storico, l’accesso ai programmi europei e il ritorno di una presenza universitaria stabile come leva permanente di rigenerazione.

A tenere insieme il piano, sei assi strategici interconnessi — conoscenza, residenzialità, funzioni urbane, accessibilità, governance e formazione — che definiscono un approccio sistemico e superano definitivamente la logica degli interventi episodici. Non meno significativo è il posizionamento: Confcommercio non si presenta come semplice rappresentanza, ma come piattaforma abilitante del sistema città. Le esperienze già realizzate — dalla rete #FaRe al modello di Polocommerciale e sperimentato a Marina di Modica — vengono portate come evidenza concreta di capacità organizzativa e operativa. Il documento si chiude con due proposte di livello superiore: il rifinanziamento della Legge su Ibla per i centri Unesco del Val di Noto e l’introduzione di un “Superbonus Unesco” per il recupero del patrimonio residenziale. Misure che spostano il piano dal livello locale a quello regionale e nazionale, incidendo sulle condizioni strutturali della rigenerazione.

Il messaggio finale è chiaro: il tempo delle analisi senza conseguenze è terminato. Il quadro progettuale è definito, gli strumenti sono disponibili, le priorità sono esplicitate. “Ora il passaggio è uno solo – dice il presidente sezionale Confcommercio Modica, Giorgio Moncada – trasformare il piano in atti amministrativi. E su questo terreno, inevitabilmente, la responsabilità è politica e noi come Confcommercio di certo abbiamo tutto l’interesse a che il nostro sistema funzioni”. Il presidente provinciale Confcommercio Ragusa, Gianluca Manenti, ribadisce l’importanza di un approccio unitario: «Il rilancio del centro storico non è una battaglia di categoria, ma una sfida che riguarda l’intera comunità. Confcommercio è pronta a collaborare con l’amministrazione e con tutte le realtà del territorio per costruire un progetto credibile e sostenibile. Serve una governance chiara, serve programmazione e serve la volontà di investire sul futuro della città. Modica ha tutte le potenzialità per tornare a essere un modello di vivibilità e attrattività, ma occorre agire adesso».