Ecco come cambia la gestione dei servizi al castello di Donnafugata (e non solo) a Ragusa dopo il caso dei “finti volontari”

HomeAttualità

Ecco come cambia la gestione dei servizi al castello di Donnafugata (e non solo) a Ragusa dopo il caso dei “finti volontari”

RAGUSA – La riorganizzazione dei servizi nei siti culturali di Ragusa segna una svolta dopo anni di polemiche sul ricorso ai cosiddetti “finti volontari”, una vicenda che ha condizionato a lungo il dibattito cittadino. Dal 1° aprile il Comune ha disposto un nuovo affidamento per accoglienza, apertura, custodia e supporto alla fruizione del Castello di Donnafugata e di Palazzo Zacco, individuando l’associazione Integra Orienta tramite procedura diretta entro le soglie di legge. Una scelta analoga riguarda gli impianti sportivi comunali, assegnati alla cooperativa Solco. La titolarità e la gestione complessiva restano pubbliche, ma cambia l’operatività quotidiana, con l’obiettivo dichiarato di assicurare continuità e professionalità.

Negli ultimi anni Ragusa è stata attraversata da un acceso confronto politico e istituzionale sull’impiego del volontariato per garantire l’apertura di musei, biblioteche e siti culturali. Le denunce pubbliche, in particolare del Partito Democratico locale, hanno messo in luce come molte attività essenziali — apertura e chiusura, vigilanza, presidio, turnazioni, assistenza ai visitatori — fossero svolte da persone formalmente qualificate come volontari ma impiegate in mansioni tipiche del lavoro subordinato. Una prassi ritenuta incompatibile con la normativa sul Terzo Settore, che vieta di sostituire con il volontariato attività lavorative continuative e strutturali.

Le principali criticità emerse sono state: utilizzo improprio del volontariato per garantire servizi indispensabili e quotidiani; assenza di un modello gestionale stabile dopo il fallimento del partenariato speciale pubblico-privato; difficoltà organizzative, con chiusure improvvise e carenze di organico; dimissioni del dirigente del Settore XII, interpretate come segnale di criticità interna. Il Castello di Donnafugata, tra i siti più visitati della provincia, è stato spesso al centro delle contestazioni per aperture irregolari e insufficienza di personale; problematiche analoghe hanno riguardato anche Palazzo Zacco.

L’amministrazione ha deciso di superare definitivamente il ricorso strutturale al volontariato, affidando i servizi di front office, presidio e assistenza a operatori esterni selezionati con affidamento diretto. L’obiettivo è garantire maggiore continuità, competenza e qualità nell’accoglienza, integrando il personale comunale già in servizio e assicurando un presidio stabile nei siti più frequentati. Il nuovo schema riguarda esclusivamente le attività operative: il governo complessivo delle strutture rimane in capo al Comune, che mantiene così il controllo strategico delegando la quotidianità a professionisti.

Il provvedimento risolve l’emergenza gestionale, ma non chiude il confronto sul modello di valorizzazione dei beni culturali ragusani. Restano da definire: come garantire stabilità nel lungo periodo, evitando continui cambi di gestione; quale ruolo assegnare al Terzo Settore dopo le polemiche sui volontari; come costruire una strategia unitaria per il patrimonio culturale, includendo Biblioteca civica, Palazzo La Rocca e gli spazi espositivi del centro storico; con quali strumenti assicurare trasparenza e qualità nelle future procedure di affidamento.