MODICA – Mentre è stato arrestato dalla polizia il presunto autore dei 6 furti con spaccata in centro storico, ovvero un 19enne modicano ora ai domiciliari, sono stati individuati e denunciati i presunti autori degli scippi al quartiere Sorda, e degli atti di vandalismo registratisi negli scorsi giorni in centro storico. Uno dei denunciati avrebbe scippato della borsa un’anziana nei pressi della chiesa del Sacro Cuore, oltre ad aver tentato un altro scippo ai danni di una donna in via Silla, ma in quest’ultimo caso la vittima si era difesa, mettendo in fuga il malintenzionato e denunciando l’accaduto sui social. Al contempo, è stato individuato e denunciato il presunto responsabile degli atti di vandalismo nel centro storico, verificatisi parallelamente e nei giorni antecedenti ai 6 furti con spaccata ai danni di altrettanti esercizi commerciali e il cui presunto autore, come accennato, è stato invece arrestato. Una risposta concreta e immediata da parte degli agenti del commissariato di pubblica sicurezza di Modica per innalzare il livello di sicurezza percepito dai cittadini.
Intanto si invoca da più parti la convocazione di un consiglio comunale aperto sul tema della sicurezza nel “salotto buono” della città, da troppo tempo teatro di episodi di microcriminalità, spaccio di droga nei vicoli e non solo. Si assiste inermi anche ad una continua ed inesorabile desertificazione pressoché totale di quello che una volta era il fulcro vitale, sicuro ed elegante della città della contea, e che ora è solo la pallida ombra distorta dei tempi che furono. Residenti, commercianti, associazioni, partiti politici e non solo auspicano un cambio di rotta fattivo, per non intaccare ulteriormente una situazione già molto critica, non solo dal punto di vista della percezione della sicurezza pubblica, ma anche sotto il profilo commerciale e della qualità di vita dei residenti. Senza contare gli effetti deleteri sul turismo, con una situazione di evidente abbandono e trascuratezza che è sotto gli occhi dei visitatori.
“Vi chiediamo, come massime Istituzioni della nostra Città -à scrivono i commercianti in una nota – di aprire un confronto reale e positivo (oltre che propositivo) nel luogo deputato a farlo e che rappresenta tutta Modica: il consiglio comunale. Un consiglio comunale aperto dove possiate ascoltare dalla viva voce di chi continua a vivere e ad avere un’attività in centro storico, cosa poter fare, come agire, come intervenire. Noi, nonostante tutto, continuiamo a crederci e a restare qui, in corso Umberto. Il consiglio comunale aperto è l’avvio delle soluzioni, l’unico luogo deputato davvero ad ascoltare dalla nostra viva voce lo stato delle cose – conclude la nota – senza deleghe e senza deroghe”. La palla passa dunque ora alle istituzioni, chiamate a fornire risposte, e, soprattutto, soluzioni concrete e in tempi relativamente brevi.
Già mesi fa, i Consiglieri appartenenti ai Gruppi Siamo Modica, Democrazia Cristiana e Radici Iblee avevano evidenziato le criticità del Centro Storico e la problematica della sicurezza urbana, e, facendo propri gli appelli dei cittadini e il grido d’allarme delle maggiori associazioni di categoria, Cna e Confcommercio, avevano presentato una proposta concreta: una mozione sulla sicurezza urbana, approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale il 29 settembre 2025, ma rimasta, di fatto, nel cassetto dell’Amministrazione. La mozione impegna il Sindaco ad una serie di azioni combinate: attuare un piano di sicurezza urbana integrato a lungo termine in sinergia con le Forze dell’Ordine e la Polizia Locale, potenziare la dotazione organica di quest’ultima (attingendo se possibile alle graduatorie dei paesi vicini), rafforzare il sistema di videosorveglianza locale; riqualificare e rivitalizzare il Centro storico.
“Con la nostra mozione – si legge in un comunicato – abbiamo anche previsto un luogo di incontro tra le Istituzioni locali e la società civile: un Tavolo di monitoraggio permanente, composto da rappresentanti dell’Amministrazione, del Consiglio Comunale, referenti di Associazioni di categoria, Sindacati, enti del Terzo Settore e da tutti coloro che desiderano mettere a disposizione le proprie competenze per la rinascita del cuore pulsante di Modica. Una “cabina di regia” in cui affrontare le criticità del Centro storico e concertare azioni efficaci di valorizzazione degli spazi urbani e di contrasto al degrado. Siamo profondamente convinti che la sola risposta repressiva, per quanto necessaria nell’immediato, non possa essere l’unica soluzione. È indispensabile affiancare alle Forze dell’Ordine un intervento strutturale sul tessuto sociale: agire in via preventiva significa rigenerare i luoghi, creare inclusione e restituire vitalità al Centro Storico di Modica che è un vero e proprio mosaico di quartieri, ciascuno dei quali ha una sua precisa identità. In quest’ottica – chiude la nota – riteniamo dunque che la convocazione di un Consiglio Comunale “aperto” sia un passaggio condivisibile: rappresenta uno strumento per favorire la partecipazione diretta della società civile e, al contempo, impegna l’Amministrazione a un confronto autentico e ravvicinato con le reali esigenze dei cittadini”.

