RAGUSA – Assoutenti Provincia di Ragusa lancia un forte allarme sulla qualità dell’acqua distribuita dal Consorzio di Bonifica 8, in particolare nelle zone servite dall’acquedotto rurale Santa Rosalia. “Dopo mesi di segnalazioni da parte dei cittadini – si legge nella nota a firma dell’avvocato Rosario Nigro – l’associazione ha avviato verifiche approfondite, acquisendo dati e documenti ufficiali e coinvolgendo gli enti competenti. I risultati emersi delineano un quadro serio e preoccupante, soprattutto sotto il profilo della potabilità dell’acqua. Dai dati raccolti e dalle analisi disponibili emerge un quadro fortemente preoccupante soprattutto per quanto riguarda la potabilità dell’acqua.
In particolare, dai rapporti di monitoraggio ambientale di Arpa Sicilia emerge che la risorsa idrica di origine presenta criticità rilevanti e non risulta pienamente conforme agli standard previsti per la produzione di acqua potabile. Ma il dato più grave arriva dalle verifiche di natura sanitaria. Dalla documentazione acquisita presso l’Asp di Ragusa (autorità competente per i controlli sulla qualità dell’acqua destinata al consumo umano) emerge che l’acqua distribuita dall’acquedotto rurale Santa Rosalia non risulta idonea al consumo umano. Le testimonianze degli utenti, infatti, parlano da anni di acqua torbida, di cattivo odore e spesso inutilizzabile per uso domestico, oltre che di frequenti disservizi e interruzioni.
Ma non è tutto. Accanto ai problemi legati alla qualità del servizio, si registra una vera e propria ondata di solleciti di pagamento e richieste di canoni idrici, anche per anni passati, spesso senza che le relative fatture siano mai state recapitate agli utenti. Una situazione che, per Assoutenti, appare inaccettabile. Non è tollerabile – si continua a leggere nel comunicato che ai cittadini venga chiesto di pagare per un servizio che presenta gravi criticità, sia nella continuità dell’erogazione che nella qualità dell’acqua, con seri dubbi sulla sua potabilità. A ciò si aggiunge l’ingiustizia dell’Ente di fatturare consumi idrici prescritti”. Le verifiche in corso, supportate anche da richieste ufficiali agli enti pubblici competenti, confermano che la questione non riguarda singoli casi isolati, ma una problematica diffusa e persistente nel tempo. Per questo motivo Assoutenti invita tutti i cittadini interessati a non restare in silenzio.
È fondamentale: segnalare la propria situazione; inviare bollette, solleciti e comunicazioni ricevute; rivolgersi allo sportello dell’associazione per le necessarie verifiche. L’obiettivo è quello di fare luce su quanto sta accadendo e tutelare concretamente i diritti degli utenti. Nel frattempo, l’associazione sta valutando l’avvio di azioni legali, sia individuali che collettive, per ottenere la restituzione delle somme indebitamente richieste o pagate; richiedere il risarcimento dei danni subiti, anche in relazione alla qualità dell’acqua fornita. “La salute dei cittadini viene prima di tutto e non può essere messa in discussione. Se l’acqua non è potabile – conclude il comunicato – non si può chiedere ai cittadini di pagarla come tale”. Assoutenti continuerà a monitorare la situazione e a sollecitare interventi immediati da parte delle autorità competenti”.

