RAGUSA – Mario Chiavola è stato assolto con la formula “perché il fatto non costituisce reato”, chiudendo una vicenda giudiziaria che per quasi 3 anni ha alimentato discussioni, interpretazioni e tensioni attorno alla commemorazione di Sergio Ramelli del 29 aprile 2021. Il presidente dell’associazione politico‑culturale Ragusa in Movimento era finito sotto processo per il presunto saluto romano compiuto durante l’iniziativa, un’accusa che la Procura aveva ritenuto meritevole di condanna, chiedendo 2 mesi di reclusione e 500 euro di multa. La parte civile aveva insistito sulla responsabilità dell’imputato, depositando il video dell’evento, articoli di stampa e la sentenza di condanna di un altro partecipante.
L’inchiesta era nata dalla denuncia dell’Anpi, guidata a Ragusa da Gianni Battaglia, che aveva segnalato il gesto come potenzialmente riconducibile all’apologia del fascismo. Da lì era iniziato un percorso processuale che aveva progressivamente polarizzato il dibattito pubblico, tra chi vedeva nella commemorazione un richiamo a simbologie vietate e chi, al contrario, la interpretava come un semplice momento di memoria. La difesa ha sempre sostenuto l’assenza di qualsiasi gesto riconducibile al saluto romano e, soprattutto, l’assenza di finalità discriminatorie o apologetiche.
