MODICA – I consiglieri comunali Giovanni Spadaro e Paolo Nigro, rispettivamente del Pd e di Siamo Modica, chiedono la sospensione delle richieste di pagamento dei canoni di occupazione di suolo pubblico per presunti passi carrabili non autorizzati e privi di accertamento, arrivati per raccomandata a migliaia di modicani, comprensive di interessi e sanzioni, inviati dalla dalla Creset. Si tratta di richieste di pagamento relative al canone di occupazione del suolo pubblico, prospiciente i locali di proprietà, per presunto accesso ed uso carrabile. Secondo quanto accertato dai 2 consiglieri di opposizione, “Tali richieste risultano in molti casi indirizzate a soggetti che non hanno mai presentato istanza di autorizzazione per passo carrabile; in diverse situazioni non risultano realizzate opere visibili o manufatti idonei a configurare un’occupazione di suolo pubblico, quali scivoli, ribassamenti del marciapiede o altre modifiche strutturali; in alcuni casi i locali oggetto di contestazione non presentano caratteristiche tali da poter essere qualificati come autorimesse o garage; non risultano effettuati, in numerose posizioni, accertamenti formali, eseguiti dalla Polizia Locale e/o da personale tecnico del Comune specificatamente incaricato, idonei a comprovare l’effettiva esistenza di un’occupazione abusiva di suolo pubblico.
Considerato che il canone di occupazione di suolo pubblico presuppone l’effettiva occupazione o sottrazione all’uso pubblico di una porzione di suolo; in assenza di opere, manufatti o accertamenti tecnici, non può ritenersi automaticamente configurabile un passo carrabile soggetto a canone; l’azione amministrativa deve essere improntata ai principi di legalità, buon andamento, proporzionalità e trasparenza di cui all’art. 97 della Costituzione; l’invio di richieste di pagamento in assenza di adeguata istruttoria espone l’Ente al rischio di contenzioso, con aggravio di spese per la collettività;
E rilevato che la situazione ha generato diffuso malcontento tra i cittadini e numerose richieste di chiarimento; appare necessario un approfondimento tecnico-amministrativo volto a verificare la correttezza delle procedure adottate. I 2 consiglieri impegnano quindi sindaco e giunta a porre in essere gli atti necessari affinché venga disposta l’immediata sospensione delle richieste di pagamento inviate dalla Creset relative al canone di occupazione del suolo pubblico per presunto accesso ed uso carrabile privo di formale autorizzazione e di accertamento formale eseguito dalla Polizia Locale e/o da personale tecnico del Comune specificatamente incaricato. A a procedere con la verifica puntuale delle singole posizioni, accertando l’effettiva esistenza di opere e/o manufatti idonei a configurare un’occupazione di suolo pubblico, la presenza di accessi effettivamente utilizzabili come passi carrabili e l’eventuale sussistenza di accertamenti formali già effettuati.
A garantire che eventuali richieste di pagamento siano precedute da adeguata istruttoria tecnica e verbale di accertamento; a valutare, ove emergano irregolarità procedurali e ne sussistano le condizioni di Legge, l’annullamento in autotutela degli atti eventualmente viziati, nonché la non applicazione di sanzioni, interessi e maggiorazioni varie fatta salva la sorte capitale del canone qualora eventualmente effettivamente dovuto; a istituire un tavolo tecnico permanente, composto dai rappresentanti della Creset, degli uffici e settori comunali preposti (finanziario-entrate-cosap, polizia locale, ufficio tecnico e avvocatura), dell’Amministrazione ed una delegazione in rappresentanza del consiglio comunale, al fine di affrontare e cercare di trovare la soluzione – concludono Spadaro e Nigro – per le molteplici e già note problematiche in materia di accertamenti tributari (Tari, Imu, Cosap, Acqua, etc.)”.
LA PRECEDENTE SEGNALAZIONE (RIMASTA INASCOLTATA DA SINDACO E GIUNTA) DI ALTERNATIVA SOCIALISTA
In precedenza era intervenuto anche il comitato Alternativa Socialista, con una nota a firma dell’avvocato Antonio Ruta, a cui non era seguita nessuna replica da parte di sindaco e giunta. “Migliaia di cittadini segnalano di avere ricevuto dalla Creset avvisi di accertamento per il cosiddetto passo carrabile di “fatto” (ovvero quando esiste un passo carrabile, anche se non è stata richiesta apposita autorizzazione al comune), per l’anno 2021, con conseguente richieste di pagamento Tosap (la tassa per l’occupazione di suolo pubblico)”: lo dichiara l’avvocato Antonio Ruta, del comitato Alternativa Socialista. “In buona sostanza – prosegue Ruta – si contesta ai cittadini possessori di qualsivoglia immobile, potenzialmente usato come garage, l’obbligo di pagare una cifra a titolo di passo carrabile. Tale obbligo scatterebbe in tutti i casi in cui sia presente “un manufatto idoneo a facilitare l’ingresso e l’uscita di un automezzo”. Ma la cosa più grave – aggiunge l’avvocato, da noi contattato telefonicamente – è che questo criterio lo stanno applicando anche per l’ingresso a civili abitazioni. In buona sostanza sarebbe assoggettato a questa tassa anche chi ha installato paletti per impedire che parcheggino davanti casa, ostruendone l’accesso. In pratica è come se il comune decidesse di far pagare una tassa per entrare ed uscire di casa.
Per intenderci prosegue Ruta – anche uno scivolo di pochi centimetri di larghezza, così come dei paletti, vengono considerati occupazione di suolo pubblico soggetto a tassazione. Rileviamo che, allo stato, non è dato comprendere se gli accertamenti del tributo sono stati eseguiti da funzionari del Comune (ente creditore) oppure da dipendenti dell’Agente della Riscossione (nel qual caso ci sarebbero fondati motivi di dubbia legittimità). In ogni caso gli avvisi sono inviati dalla Creset. Non appaiono comunque chiari i criteri sulla base dei quali sono stati eseguiti questi accertamenti, visto che in molte occasioni i cosiddetti manufatti sono stati realizzati in tempi remoti dallo stesso Comune, e spesso sono i marciapiedi antistanti le aperture private. Ci risulta che sarebbe stata chiesta la tassa anche per grotte mai adibite a garage, magari chiuse da decenni.
Sorge spontanea la domanda se, questo stesso metodo, sarà usato anche a Marina di Modica, dove quasi tutte le abitazioni sono dotate di accessi per le automobili. Ci dispiace registrare che la gestione dei tributi a Modica tende ad assumere connotati di “brutalità” fiscale del tutto incompatibile con uno spirito di collaborazione e di fiducia reciproca tra Ente e cittadini. Per quanto sopra, chiediamo la sospensione generale e in autotutela di tutti gli avvisi in oggetto, e l’avvio di un protocollo condiviso per garantire a tutti i proprietari un accertamento in contraddittorio, per verificare se e in quale misura sussiste effettivamente l’obbligo di pagamento del tributo, secondo quali parametri, a quali condizioni, se e in quali termini è possibile chiedere esenzioni, sgravi, riduzioni. Chiediamo, anche una revisione del relativo Regolamento Comunale, affinché si inseriscano criteri oggettivi, chiari ed equi per l’applicazione di questa tassa. Proponiamo, infine, di incentivare l’emersione dei cosiddetti passi carrabili “di fatto”, ma solo quelli veramente esistenti, annullando gli accertamenti per tutti coloro i quali chiederanno l’autorizzazione al passo carrabile a far data dall’anno in corso, con la conseguente rinuncia ad ulteriori accertamenti per gli anni passati. E soprattutto chiediamo criteri chiari nel calcolo della tassa, con criteri che allo stato appaiono quantomeno opachi, visto che il comune pretenderebbe il pagamento di 150 euro a metro. Speriamo – conclude Ruta – di ricevere un riscontro dall’Amministrazione Comunale e dai Consiglieri comunali tutti”. Per la cronaca, tale regolamento è stato approvato dal consiglio comunale nel 2020, ma non è mai stata data comunicazione istituzionale in tal senso, né mai sono stati inviati bollettini ai modicani, che, non a caso, si sono trovati completamente spiazzati dinanzi al fatto compiuto. Al momento, chi ha ricevuto l’avviso, ha 60 giorni di tempo per regolarizzare la propria posizione. Gli importi richiesti, ammontano a diverse centinaia di euro, comprensivi di spese ed interessi maturati.

