Il deputato Abbate chiede l’intervento della Regione per i loculi malridotti delle Confraternite nei cimiteri comunali, a partire da Modica, ma per il Pd c’è disparità di trattamento. E dal comune tutto tace

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Il deputato Abbate chiede l’intervento della Regione per i loculi malridotti delle Confraternite nei cimiteri comunali, a partire da Modica, ma per il Pd c’è disparità di trattamento. E dal comune tutto tace

MODICA – L’Onorevole Ignazio Abbate, Presidente della I Commissione Affari Istituzionali all’Assemblea Regionale Siciliana, è stato sentito dalla IV Commissione “Ambiente, Territorio e Mobilità”. L’obiettivo è portare all’attenzione del Governo Regionale la drammatica situazione in cui versano i siti cimiteriali gestiti dalle Confraternite, duramente colpiti dal passaggio del ciclone Harry. ​“Il passaggio del ciclone Harry ha inferto un colpo durissimo a molte aree della nostra Isola, ma vi è un settore che rischia di restare nell’ombra nonostante la sua importanza sociale e monumentale: quello dei cimiteri gestiti dalle storiche Confraternite,” dichiara l’On. Abbate. ​“Molte di queste strutture, già provate dal tempo, versano oggi in condizioni di estrema precarietà. I danni strutturali causati dagli eventi meteorologici estremi degli ultimi giorni hanno reso necessari provvedimenti di interdizione al pubblico a causa dell’alto rischio di crolli. Non possiamo permettere che i cittadini siano privati del diritto di rendere omaggio ai propri cari o, peggio, che un patrimonio architettonico e religioso così rilevante vada perduto per l’assenza di interventi mirati.”

​L’On. Abbate punta a inserire le problematiche specifiche delle Confraternite cimiteriali nel piano di misure straordinarie che la IV Commissione sta definendo per fronteggiare l’emergenza post-ciclone. “Ringrazio il Presidente Carta e l’assessore Aricò per la celerità nell’affrontare la problematica e per aver recepito completamente la mia richiesta. L’Assessore darà subito mandato al direttore Alongi di avviare le ricognizioni in ogni provincia. È necessario censire rapidamente i danni e sbloccare risorse adeguate per la messa in sicurezza urgente. Invito gli Enti Locali a comunicare agli uffici del Genio Civile di competenza ove sia necessario il sopralluogo presso le strutture interessate che rischiano di crollare. La mia richiesta di audizione mira a dare voce a queste realtà religiose e associative che, da sole, non possono sostenere l’onere di interventi strutturali così massicci”.

DISPARITA’ DI TRATTAMENTO SECONDO IL PD
“Il Partito Democratico di Modica esprime profondo sdegno e una ferma condanna in merito all’impostazione dell’intervento legislativo promosso dall’On. Ignazio Abbate riguardante le edicole cimiteriali. Quella che viene presentata come una soluzione per il decoro dei luoghi di culto si rivela, nei fatti, una discriminazione senza precedenti che calpesta la dignità dei defunti e il dolore dei loro cari”. Lo si legge in una nota del Pd. “L’intervento legislativo – prosegue la nota – limitando i benefici e le tutele alle sole edicole delle Confraternite religiose, esclude arbitrariamente tutte le cappelle appartenenti alle associazioni laiche, tra cui a Modica realtà storiche e pilastri della nostra comunità come il Circolo Di Vittorio o la Società Carlo Papa. Il Segretario del Pd di Modica Francesco Stornello, dichiara: “Siamo di fronte a una gravissima mancanza di rispetto che offende la memoria di chi non c’è più e il diritto al lutto dei vivi. È inaccettabile che un rappresentante delle istituzioni regionali ignori deliberatamente una parte consistente della cittadinanza solo perché legata a sodalizi laici. Esiste forse una gerarchia nel riposo eterno? Il dolore di un figlio che non può poggiare un fiore sulla tomba del padre ha meno valore se la cappella appartiene a una società operaia anziché a una confraternita?”

La questione non è solo ideologica o formale, ma drammaticamente pratica. Molte di queste edicole, escluse dai provvedimenti, versano oggi in gravissime condizioni strutturali. La conseguenza è sotto gli occhi di tutti: a Modica, mentre il degrado avanza, a causa del pericolo di crolli intere aree sono interdette al pubblico e centinaia di familiari continuano a subire l’impossibilità di far visita ai propri congiunti, prigionieri di un’incuria che la “Legge Abbate” decide di non sanare. Il Pd di Modica non intende assistere in silenzio a questa parzialità legislativa. Non si può fare politica sulla pelle dei defunti e sul sentimento religioso o laico dei cittadini. “Chiediamo un’immediata revisione della norma,” conclude Stornello. “L’amministrazione regionale ha il dovere di garantire parità di trattamento e rispetto a tutti, vivi e defunti, senza distinzioni di fede o natura giuridica. Il cimitero è il luogo della memoria collettiva di Modica, non un terreno di gioco per favoritismi che lasciano indietro pezzi importanti della nostra storia e della nostra identità”. Il Partito Democratico di Modica annuncia che darà battaglia in ogni sede istituzionale affinché venga garantita pari dignità a tutti i cittadini, senza distinzioni di sorta, onorando la memoria di chi ha contribuito alla crescita sociale e culturale della nostra Modica, sia all’interno delle Confraternite che nelle storiche associazioni laiche.

INTANTO AL COMUNE TUTTO TACE SULLA VICENDA CIMITERO
Secondo quanto ormai diventato di pubblico dominio, circa 8.000 defunti riposano in loculi appartenenti a confraternite, associazioni e circoli culturali, ma non solo, i cui manufatti risultano transennati, pericolanti e a rischio crollo, in alcuni casi da oltre un decennio. Ma dal comune nessuna novità, tutto tace sulla vicenda. Circa un anno fa anche noi avevamo specificato da queste colonne che occorre almeno un milione di euro per cominciare a ristrutturare i colombari del cimitero comunale di Modica, a partire da quelli più malmessi. E la ditta Zaccaria, che gestisce la struttura, ci stava pensando su, ipotizzando di anticipare le somme e trovando poi il modo di recuperarle dal comune. La trattativa però si era arenata, e l’assessore al ramo Saro Viola non è riuscito a cavare il classico ragno dal buco. L’ente non può scucire un centesimo, a causa del dissesto dovuto ai buchi di bilancio e al disavanzo di oltre 100 milioni di euro. Pertanto la ditta Zaccaria, che ha in appalto la gestione del cimitero fino al 2038, si era detta disponibile ad anticipare l’ingente somma, ma a patto che la potesse recuperare in maniera certa negli anni a venire, prima che scadesse il contratto. Il tempo ci sarebbe ancora in abbondanza, a patto, come accennato, di non dilatare a dismisura le tempistiche di un ipotetico accordo tra ente pubblico e privato. Nel frattempo le aree a rischio della parte vecchia del cimitero restano inaccessibili, a causa delle transenne che insistono ormai da molti anni, impedendo ai visitatori di poter portare un fiore ai propri cari defunti.

Una vergogna che si trascina da troppo tempo a causa dell’impossibilità di risalire agli eredi dei responsabili delle confraternite e dei sodalizi privati che avrebbero dovuto gestire e curare negli anni i colombari, ormai fatiscenti, in cui insistono centinaia di loculi. Se l’accordo si dovesse concretizzare tra la ditta Zaccaria e il comune di Modica sulla ristrutturazione a spese della prima dei colombari in abbandono, trascorrerebbero almeno un altro paio d’anni, ottimisticamente parlando, prima di riaprire le aree ora interdette alla pubblica fruizione. Ma, al momento, non si intravede nessuno spiraglio in tal senso. Della vicenda era stato interessato anche il Vescovo della Diocesi di Noto Monsignor Salvatore Rumeo, che avrebbe avuto un confronto con il sindaco Maria Monisteri, ma da palazzo San Domenico. come accennato, tutto tace.