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Modica senza acqua potabile da oltre 2 settimane. Residenti e commercianti in difficoltà

MODICA – E’ dallo scorso 21 gennaio che l’acqua è stata dichiarata non potabile a Modica. Il provvedimento, scattato dopo le anomalie riscontrate in alcune zone della rete idrica, ha colpito quartieri popolosi e vitali: Modica Alta, il Dente, la Sorda, la parte bassa di via Trani e di Cozzo Rotondo. Interi rioni che, da più di 2 settimane, vivono con l’acqua “a metà”: buona per lavarsi, non per bere. Una distinzione che, nella pratica, si traduce in bottiglie accumulate nei carrelli della spesa, taniche nei bagagliai delle auto, stoviglie lavate due volte, bambini a cui ricordare di non aprire il rubinetto per bere. Il maltempo delle scorse settimane ha messo a dura prova le infrastrutture idriche, ma ciò che più pesa ai cittadini non è solo il disagio materiale: è la sensazione di essere rimasti senza una voce che li accompagni. Le comunicazioni ufficiali arrivano col contagocce, mentre la città si interroga, si confronta, si lamenta. Nei bar si parla di “analisi in corso”, nei gruppi social si rincorrono ipotesi, nei negozi si commenta l’assenza di aggiornamenti. Tutti aspettano una parola chiara, una data, un segnale.

Nel frattempo, le attività commerciali fanno i conti con costi aggiuntivi e protocolli più rigidi. I ristoratori devono garantire standard impeccabili, i panifici si organizzano con acqua certificata, le scuole adottano misure straordinarie. È una città che si muove, che si adatta, ma che non nasconde la stanchezza. Eppure, Modica ha una lunga storia di resilienza. Lo si percepisce nelle famiglie che si organizzano, nei commercianti che non abbassano la saracinesca, nei volontari che aiutano gli anziani a rifornirsi. La comunità tiene, anche quando le istituzioni sembrano procedere con un passo più lento del necessario. Ora si attende l’esito definitivo delle analisi e una nuova ordinanza che possa finalmente restituire normalità alla città. Fino ad allora, Modica resta in bilico: una città che continua a vivere, ma con un rubinetto che ricorda ogni giorno quanto sia fragile ciò che di solito diamo per sconta