CHIARAMONTE GULFI – E’ morto a 64 anni Davide Di Corato, chef e volto noto della divulgazione culinaria. La notizia si è diffusa rapidamente, lasciando sgomenti amici, colleghi e quanti negli anni avevano imparato a conoscerlo attraverso il suo lavoro, la sua passione per la cucina e il suo legame con il territorio ibleo. Di Corato, che da tempo aveva scelto Chiaramonte Gulfi come luogo del cuore, era considerato una figura di riferimento per la cultura gastronomica italiana: una voce autorevole, competente, capace di raccontare il cibo con profondità, ironia e rigore. Secondo le prime ricostruzioni, un bancale di pannelli fotovoltaici che stava per essere scaricato presso la sua abitazione è caduto accidentalmente su di lui, schiacciandolo. I soccorsi sono arrivati rapidamente, ma per Di Corato non c’è stato nulla da fare. Le dinamiche sono ancora al vaglio delle forze dell’ordine. La comunità chiaramontana ha reagito con sgomento ed incredulità. In molti ricordano la sua presenza costante agli eventi culturali e gastronomici del territorio, il suo entusiasmo nel valorizzare le eccellenze locali, la sua capacità di intrecciare storie, sapori e persone. Non era solo un professionista stimato: era diventato parte della vita sociale della città. Di Corato, tra le altre cose, creava menu a degustazione stagionali basati su prodotti biologici e a chilometro zero, abbinati a vini locali. Era stato associato a esperienze culinarie di alto livello, focalizzandosi sulla valorizzazione delle materie prime nella preparazione di piatti stagionali tesi ad esaltare proprio le materie prime del territorio.
Messaggi di cordoglio sono arrivati da chef, giornalisti, produttori e associazioni di settore. Tutti sottolineano la perdita di un uomo colto, appassionato, generoso nel condividere conoscenze e nel sostenere giovani talenti. La sua carriera, divisa tra cucina, scrittura e divulgazione, aveva lasciato un segno profondo nel panorama enogastronomico italiano. Il sindaco e l’amministrazione comunale di Chiaramonte Gulfi hanno espresso vicinanza alla famiglia e ricordato Di Corato come “una presenza preziosa, un ambasciatore spontaneo della nostra identità culinaria e culturale”.

