MODICA – Mezzi pesanti nei giorni scorsi al lavoro, dopo la devastazione del ciclone Harry, per rimuovere i detriti trasportati dal mare e che avevano reso impraticabile il tratto sterrato di Punta Regilione, ovvero la litoranea che collega Marina di Modica a Maganuco, consentendo così il ripristino della viabilità. Sulla circostanza interviene una persona residente nella zona, per chiedere la rettifica di alcuni passaggi di un nostro precedente articolo, con una lettera firmata inviata in redazione e nella quale evidenzia: “Sulla vicenda sono state riportate affermazioni contrarie a verità e lesive della nostra dignità di residenti. Quel giorno non vi erano ambientalisti presenti, ma solo 6 residenti, l’assessore Piero Armenia, i carabinieri della Stazione di Marina di Modica e i 2 operai addetti alle gru. Non corrisponde al vero l’accusa di blocco dei mezzi da lavoro, e quindi interruzione di un servizio di pubblica necessità mossa nei nostri confronti. I lavori e i mezzi non sono mai stati bloccati né da presunti ambientalisti, né da noi residenti. I lavori si sono fermati per via dell’impossibilità fattuale del gruista a proseguire, in virtù dei marosi che insistevano nei luoghi d’intervento, e che non permettevano allo stesso di operare in sicurezza. Non corrisponde al vero che i residenti abbiano bloccato i mezzi perché “i detriti non dovevano essere spostati”. Corrisponde al vero che si è aperta in loco una riflessione sullo spostamento di quei detriti, che, in quello specifico ed esatto momento, ovvero in presenza dei marosi, avrebbe consentito alle onde di invadere ulteriormente le abitazioni lambite. Non corrisponde al vero infine – chiude la nota – la notizia di “protesta”, non v’è stata alcuna protesta, ma partecipazione attiva alla cosa pubblica, o se preferite, democrazia partecipata”.
