Impossibile visitare le tombe di circa 8.000 defunti al cimitero di Modica: “Hanno sepolto la dignità”

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Impossibile visitare le tombe di circa 8.000 defunti al cimitero di Modica: “Hanno sepolto la dignità”

MODICA – Ancora un accorato appello sul degrado del cimitero, a fronte di un silenzio assordante: “Defunti abbandonati”. È la denuncia del professor Piergiorgio Barone su quanto, da anni, accade al cimitero comunale della città. Secondo quanto ormai diventato di pubblico dominio, circa 8.000 defunti riposano in loculi appartenenti a confraternite, associazioni e circoli culturali, ma non solo, i cui manufatti risultano transennati, pericolanti e a rischio crollo, in alcuni casi da oltre un decennio. Un quadro che, evidenzia Barone, si accompagna all’assenza dei congiunti: “Quanti familiari non portano loro più un fiore. Nonni, padri, madri, mogli, mariti, figli, nipoti, amici dimenticati”. Il comitato dei volontari Pro Cimitero Storico di Modica interpella direttamente i parenti con una serie di domande: – “Come mai rimanete in silenzio?” – “Perché lasciate senza dignità i vostri cari defunti?” – “Come mai molti di voi fanno i leoni da tastiera nel criticare tutto, ma non aderiscono alle iniziative del Comitato per restituire dignità ai nostri morti? Sì, perchè al cimitero di Modica hanno sepolto anche la dignità” Il Comitato invita i cittadini a far conoscere la propria posizione, a mettersi in contatto attraverso Messenger o direttamente su Facebook e a esporsi in prima persona: “Abbiate il coraggio di intervenire, parlare, segnalare”. È inoltre in preparazione un incontro con l’Amministrazione comunale di Modica, al quale i volontari sollecitano la partecipazione per riportare decoro e sicurezza al cimitero storico. Intanto altre aree della parte antica del cimitero, vengono man mano chiuse per motivi di sicurezza, in silenzio. Chi va a rendere omaggio ai propri cari, si trova di punto in bianco la strada sbarrata.

Circa un anno fa anche noi avevamo specificato da queste colonne che occorre almeno un milione di euro per cominciare a ristrutturare i colombari del cimitero comunale di Modica, a partire da quelli più malmessi. E la ditta Zaccaria, che gestisce la struttura, ci stava pensando su, ipotizzando di anticipare le somme e trovando poi il modo di recuperarle dal comune. La trattativa però si era arenata, e l’assessore al ramo Saro Viola non è riuscito a cavare il classico ragno dal buco. L’ente non può scucire un centesimo, a causa del dissesto dovuto ai buchi di bilancio e al disavanzo di oltre 100 milioni di euro. Pertanto la ditta Zaccaria, che ha in appalto la gestione del cimitero fino al 2038, si era detta disponibile ad anticipare l’ingente somma, ma a patto che la potesse recuperare in maniera certa negli anni a venire, prima che scadesse il contratto. Il tempo ci sarebbe ancora in abbondanza, a patto, come accennato, di non dilatare a dismisura le tempistiche di un ipotetico accordo tra ente pubblico e privato. Nel frattempo le aree a rischio della parte vecchia del cimitero restano inaccessibili, a causa delle transenne che insistono ormai da molti anni, impedendo ai visitatori di poter portare un fiore ai propri cari defunti.

Una vergogna che si trascina da troppo tempo a causa dell’impossibilità di risalire agli eredi dei responsabili delle confraternite e dei sodalizi privati che avrebbero dovuto gestire e curare negli anni i colombari, ormai fatiscenti, in cui insistono centinaia di loculi. Se l’accordo si dovesse concretizzare tra la ditta Zaccaria e il comune di Modica sulla ristrutturazione a spese della prima dei colombari in abbandono, trascorrerebbero almeno un altro paio d’anni, ottimisticamente parlando, prima di riaprire le aree ora interdette alla pubblica fruizione. Ma, al momento, non si intravede nessuno spiraglio in tal senso. Della vicenda era stato interessato anche il Vescovo della Diocesi di Noto Monsignor Salvatore Rumeo, che avrebbe avuto un confronto con il sindaco Maria Monisteri, ma da palazzo San Domenico tutto tace.