MODICA – «Mi sembra una cosa assurda, mai si è visto che un sindaco sia accusato di responsabilità su un atto amministrativo. Ci sono, pubblicate, le determine di accettazione, impegno e liquidazione, per verificarlo basta andare sul sito». Così il deputato Ignazio Abbate si difende dall’accusa sulla gestione dei buoni libro con fondi vincolati destinati ad altro, in una intervista rilasciata a La Sicilia. Il deputato modicano, sindaco di Modica per 9 anni, risulta indagato. Ad Abbate viene contestato l’utilizzo dei fondi regionali destinati ai buoni libro per gli anni scolastici in un arco temporale di 3 anni, ovvero le risorse vincolate per legge al sostegno delle famiglie nell’acquisto dei libri di testo. La Regione ha peraltro chiesto al comune di Modica la restituzione delle somme non erogate, pari a quasi 150.000 euro. Una parte di queste somme, relative a più annualità, sarebbe stata oggetto di verifiche per capire se sia stata utilizzata correttamente per le finalità previste o se, invece, abbia seguito percorsi amministrativi differenti. Peraltro Abbate, nel 2023, non era già più sindaco di Modica, essendosi dimesso nell’aprile 2022.
Abbate, dunque, non ci sta, contesta l’inchiesta, ma si dice fiducioso per l’esito finale. A differenza di quanto fatto fino ad oggi, però, il deputato della Dc annuncia querele contro quella che definisce una strumentalizzazione mediatica. «Attendiamo fiduciosi l’esito della giustizia e convinti della regolarità degli atti – afferma Ignazio Abbate – abbiamo fatto tutto come da prassi trasferendo gli atti agli uffici preposti». L’ex sindaco di Modica è convinto quindi che riuscirà a spiegare tutto e a dimostrare la sua innocenza su questa inchiesta partita dalla verifica degli atti fatta dalle fiamme gialle all’interno del palazzo San Domenico. Intanto il deputato della Dc guarda avanti e pensa al suo futuro politico precisando di essere convintamente dentro la Democrazia Cristiana.
Si tratta della seconda inchiesta in cui Abbate è indagato, dopo quella relativa agli indennizzi della tromba d’aria che colpì Modica il 17 novembre 2021. Le aree interessate dagli indennizzi, dove sono operanti le aziende agricole, ricadono nel comune di Modica e in quello di Ragusa, per eventi successivi a quando Ignazio Abbate era sindaco di Modica e risalenti al 2023 (ribadiamo che si era dimesso dalla carica nell’aprile 2022), per una richiesta complessiva di circa 154.000 euro di risarcimento, tramite un’apposita pratica presentata agli enti competenti. Il dipartimento regionale di protezione civile, che decide sull’erogazione degli indennizzi, aveva chiarito che la richiesta poteva essere presentata anche nel territorio dove le aziende avevano sede legale, anche se i terreni danneggiati e dove le aziende operavano ricadessero in altro comune, come da decreto dell’ente competente del 2023.

