“Ho depositato un’interrogazione urgente al Presidente del Consiglio e ai Ministri competenti per chiedere al Governo di dare risposte concrete e di assumersi finalmente la responsabilità di quanto sta accadendo a Niscemi dove una frana di eccezionale gravità sta devastando una comunità intera”. Lo dichiara in una nota la deputata M5S Ida Carmina. “Le dichiarazioni generiche e senza alcun impegno concreto di Giorgia Meloni, che si è fatta vedere solo dopo quattro giorni – prosegue – sono irricevibili. Insieme a una folta delegazione di colleghi parlamentari nazionali e regionali, siamo andati subito nell’immediatezza dei fatti a Niscemi per manifestare vicinanza a una città ferita, che viveva ore drammatiche nell’assenza e nel ritardo delle istituzioni. Abbiamo trovato una comunità stremata e spaventata, che non vive solo l’emergenza di oggi, ma porta addosso il peso di decenni di promesse tradite e di abbandono. Una comunità che già nel 1997 ha perso le case e ha atteso per decenni ristori promessi e interventi mai completati. Quanto sta accadendo non è una fatalità, ma una tragedia annunciata. Chiediamo l’estensione immediata dello stato di emergenza nazionale a Niscemi, risorse aggiuntive e dedicate, interventi urgenti di messa in sicurezza, il ripristino della viabilità e un sostegno concreto alle famiglie evacuate e a un Comune lasciato solo – conclude – ad affrontare una crisi di questa portata”.
“Ora che è arrivata in Sicilia, Meloni si sarà resa conto che la situazione è molto più grave di quella che forse si era immaginata o che l’impalpabile governo regionale di Schifani le aveva raccontato”. Così in una nota la senatrice siciliana del M5s Ketty Damante. “Migliaia di sfollati, centinaia di comuni devastati, attività produttive spazzate via, cittadini che hanno perso tutto. Possiamo discutere di qualsiasi soluzione, ma i 100 milioni stanziati dal governo sono insufficienti. Qui servono risorse ben più cospicue e immediate: è chiaro che ogni persona senziente in Sicilia in queste ore guardi alla montagna di soldi bloccati da questo governo per la “mattana” del ponte sullo Stretto. Una pantomima – prosegue Diamante – che andrebbe chiusa immediatamente, rispedendo al mittente subito la somma di 1,6 miliardi sottratta a Sicilia e Calabria dai Fondi di Sviluppo e Coesione per soddisfare le smanie di Salvini. In queste ore, peraltro, alcuni titolari di attività regolarmente in possesso di polizze catastrofali ci dicono che, per stratagemmi lessicali e procedurali, con ogni probabilità non verranno risarciti dalle rispettive compagnie assicurative. Anche su questo Meloni, Urso e Musumeci – conclude Diamante – devono chiarirci il quadro della situazione, visto che l’obbligo di stipularle agli imprenditori italiani lo hanno imposto loro, andando a gravare sui bilanci di tutte le attività”.
Il Belvedere di Niscemi, simbolo della rinascita del territorio dopo la frana del 1997, è andato nuovamente distrutto dalla Sp12 alla Sp10. isolando sul lato ovest il centro abitato. Sotto sorveglianza c’è anche la Sp11 meglio conosciuta come la “strada della morte”. Lo smottamento che sta interessando l’intera collina di Niscemi è a decine di metri. Si attendono nel frattempo ulteriori “movimenti” geologici alla luce anche della pioggia registrata la scorsa notte. Il sindaco Massimiliano Conti è preoccupato: «La situazione della frana nella notte è notevolmente peggiorata. Siamo molto preoccupati. Al momento l’unico modo per arrivare a Niscemi – spiega ancora – è da Caltagirone, ma stiamo cercando delle alternative viarie. La situazione è drammatica». Nel corso della notte la frana ” si è mossa ancora e si è estesa in direzione Gela “. A renderlo noto è il capo della Protezione civile in Sicilia, Salvo Cocina, che si trova a Niscemi per monitorare sul posto l’evoluzione dell’emergenza. “L’abbassamento è aumentato da 7 a 10 metri lineari”, ha precisato. Cocina ha inoltre disposto l’invio dei propri funzionari “per supportare il comune e due geologi esperti”. La fila davanti all’ufficio dei vigili urbani di chi rischia di perdere la casa con il continuo movimento della frana, piazza Vittorio Emanuele invasa dai mezzi di soccorso e il belvedere, è continua.
