POZZALLO – Sabato scorso, in via Cristoforo Colombo 166 a Pozzallo, è stata ufficialmente inaugurata la prima casa di accoglienza per gestanti e donne con figli autorizzata dalla Regione Siciliana sul territorio della provincia di Ragusa. La struttura, realizzata dalla cooperativa sociale “La forza della vita”, presieduta dalla dottoressa Giusy Caccamo, si propone come un punto di riferimento per l’intero Distretto sociosanitario 45, e non solo, offrendo ospitalità, sostegno e percorsi di autonomia alle donne in situazioni di fragilità.
La cerimonia, molto partecipata, ha visto la presenza delle autorità locali e dei professionisti coinvolti nel progetto. Il sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna, ha ricordato come la città «si sia sempre caratterizzata per una grande cultura dell’accoglienza», sottolineando che «questa non è una struttura che servirà solo Pozzallo, ma avrà una funzione comprensoriale». Rivolgendo un plauso alla cooperativa e alla presidente Caccamo, ha evidenziato l’importanza di un’iniziativa «che unisce solidarietà e responsabilità sociale». In rappresentanza del Comune di Modica e del Distretto 45 è intervenuta l’assessore alle Politiche sociali, Concetta Spadaro, la quale ha voluto rimarcare che la casa di accoglienza «non è destinata solo alla città di Pozzallo, ma a tutto il contesto territoriale». «Il significato alto di questa realtà – ha aggiunto – non è solo dare benefici a persone specifiche, ma trasmettere valori solidi e condivisi».
Il vicepresidente della cooperativa, ingegnere Marco Daparo, ha raccontato la genesi del progetto: «Questo era un hotel non più in funzione. Abbiamo tolto un tassello all’accoglienza turistica per dare un fiore alla città», spiegando come l’obiettivo fosse creare «un luogo che fosse come casa nostra». La dottoressa Giusy Caccamo, criminologa, mediatrice culturale e pedagogista, ha sottolineato che il progetto nasce «dall’esperienza sul campo e dall’osservazione di un forte disagio sociale e relazionale». La finalità, ha ribadito, è «accogliere, tutelare i bambini e sostenere le capacità genitoriali, favorendo percorsi di autonomia e reinserimento sociale». Particolarmente toccante l’intervento della dottoressa Manuela Marchetti, psicologa, criminologa, vittimologa e analista comportamentale, che ha definito questa struttura «un atto di civiltà prima ancora che di dignità», ricordando che «una casa significa sicurezza e speranza». L’inaugurazione si è conclusa con la scopertura della targa e la visita dei locali, che rispondono pienamente agli standard regionali previsti dal Dprs del 31 marzo 2015. Il nuovo centro rappresenta un traguardo di grande valore sociale per la provincia di Ragusa, offrendo un rifugio sicuro e un futuro possibile a chi si trova in situazioni di fragilità, con l’obiettivo di trasformare la solidarietà in opportunità concrete di rinascita.

