Protesta a Vittoria contro l’accordo Ue Mercosur, ritenuto dannoso per l’agricoltura siciliana. Sallemi (Fdl) dissente: “Basta slogan”

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Protesta a Vittoria contro l’accordo Ue Mercosur, ritenuto dannoso per l’agricoltura siciliana. Sallemi (Fdl) dissente: “Basta slogan”

VITTORIA – Protesta venerdì mattina vicino al mercato ortofrutticolo di Vittoria da parte di agricoltori, sindacati e associazioni di categoria, con un presidio di trattori, contro l’accordo Ue–Mercosur. La mobilitazione si inserisce nel percorso di protesta avviato nelle scorse settimane a Milano e proseguito a Parma. Contestata l’intesa commerciale tra Unione Europea e Paesi del Mercosur, ritenuta dai promotori una minaccia concreta per l’agricoltura italiana e, in modo particolare, per le produzioni del Mezzogiorno e della Sicilia. Secondo i manifestanti, l’accordo favorirebbe l’ingresso sul mercato europeo di grandi quantità di prodotti agricoli sudamericani a basso costo, realizzati con standard ambientali, sanitari e sociali inferiori a quelli europei. La contrarietà al Mercosur, sottolineano i manifestanti, non è presentata come una battaglia ideologica, ma come una difesa della sovranità alimentare, della salute dei consumatori e della dignità del lavoro agricolo, con un appello alla solidarietà anche verso gli agricoltori sudamericani, ritenuti anch’essi penalizzati dalle logiche dei grandi latifondi e dell’export di massa.

“Il settore agroalimentare, già in grave difficoltà, non può essere usato come merce di scambio in negoziati che privilegiano altri comparti”, dichiara Filippo Scivoli, Presidente di Cna Sicilia. “L’assenza di clausole che assicurino una piena reciprocità di condizioni rappresenta un grave rischio di concorrenza sleale. È imprescindibile che i prodotti importati dall’area Mercosur siano sottoposti alle stesse rigorose norme che i nostri agricoltori e artigiani del food rispettano ogni giorno in tema di sostenibilità, benessere animale, sicurezza alimentare e tutela del lavoro”. Scivoli sottolinea con forza le ricadute negative per il tessuto produttivo regionale: “Questo accordo, così com’è, minaccia di aggravare ulteriormente la crisi che attanaglia la filiera, colpendo in particolare le piccole e medie imprese e le realtà artigiane che sono il cuore pulsante del made in Italy e dell’eccellenza siciliana. La Sicilia, con la sua ricchezza di produzioni uniche e tipiche, ha tutto da perdere da un accordo squilibrato”.

Secondo FdL invece “Questa manifestazione appare strumentale e dannosa, perché alimenta un clima di allarmismo che si ripercuote direttamente sul mercato ortofrutticolo e sull’intero comparto agricolo. Nel 2024 gli scambi complessivi tra Ue e Mercosur hanno superato i 111 miliardi di euro, con un equilibrio sostanziale tra export europeo e importazioni. L’Italia è il secondo Paese UE per esportazioni verso il Mercosur, con oltre 7,4 miliardi di euro, concentrate soprattutto su macchinari, tecnologia, chimica e farmaceutica, mentre le importazioni riguardano in larga parte prodotti non coltivati in Italia come caffè e soia. L’agricoltura siciliana non va tutelata con slogan, ma con garanzie concrete, che sono state ottenute anche grazie all’azione del Governo guidato da Fratelli d’Italia. Un Governo che, in sede Europea, ha vinto la battaglia per la reciprocità delle regole all’interno dell’accordo. Proprio su pressione dell’Italia, sono state introdotte clausole di salvaguardia rafforzate a tutela delle filiere agricole, con alcuni punti qualificanti: la soglia dell’8% sulle importazioni rispetto alla media triennale, oltre la quale scatterà la sospensione delle preferenze tariffarie; la possibilità di intervento anche a livello di singolo Stato membro in caso di crollo dei prezzi; il rafforzamento dei controlli fitosanitari sulle merci in ingresso; la previsione di compensazioni economiche per le filiere eventualmente colpite”.

“Inoltre grazie al lavoro di mediazione del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida – evidenzia il senatore Salvo Sallemi – il Governo italiano ha ottenuto un risultato storico sul fronte delle risorse: 45 miliardi di euro per la PAC a partire dal 2028, nessun taglio del 22% inizialmente previsto e un miliardo in più rispetto al periodo 2021–2027 per l’Italia, con circa 10 miliardi di euro aggiuntivi per il settore agricolo. Questi sono fatti, Le proteste che dipingono scenari catastrofici senza distinguere tra criticità reali e tutele già ottenute finiscono per colpire proprio ciò che si dice di voler difendere: la credibilità del mercato di Vittoria, la fiducia degli operatori commerciali, la stabilità dei prezzi e l’immagine del comparto agricolo siciliano”.