RAGUSA – Tragedia sfiorata sabato scorso nella vallata dell’Irminio, in contrada San Paolino, dopo la deflagrazione di un serbatoio di stoccaggio di petrolio greggio che ha scagliato a grande distanza il coperchio di contenimento all’interno del centro minerario Irminio, a poche centinaia di metri dal confine tra i territori di Ragusa e Scicli, nei pressi del ponte Ferrante. L’esplosione, secondo una prima ricostruzione, sarebbe stata provocata da una variazione di pressione all’interno del serbatoio, innescando l’incendio alimentato dal petrolio. Nessun operaio è rimasto ferito grazie al tempestivo intervento dei vigili del fuoco, che hanno isolato l’area, evitando che le fiamme potessero raggiungere le altre strutture vicine. i pompieri hanno lavorato senza sosta per domare il rogo e mettere in sicurezza l’area. Le operazioni si sono concluse intorno alle 13, consentendo di contenere l’emergenza e limitare i danni. Sono in corso accertamenti per stabilire con precisione le cause dell’incidente. Gli impianti di emungimento petrolifero risultavano fermi da settimane, in attesa di manutenzione e i pozzi non erano in erogazione. Dall’impianto, dopo la violenta esplosione, si era levata una densa colonna di fumo nero, visibile anche a grande distanza. Sono in corso gli accertamenti del caso, che dovranno tenere conto anche di eventuale inquinamento dell’area e delle falde, che, allo stato dei fatti, sembrerebbe una eventualità remota.
