MODICA – Dal parco Crisci Ranni (nella foto in alto) a quelli di San Giuseppe ‘U Timpuni e Santa Lucia, passando per Cava d’Ispica e Giardino di Baravitalla, il comune si sta adoperando per la manutenzione. E’ la rassicurazione dell’assessore all’ecologia Samuele Cannizzaro, al corrente delle erbacce e della sterpaglia che infesta i siti in questione. “Periodicamente – dice l’assessore – procediamo con gli interventi di scerbatura, e anche i prossimi sono già stati programmati per questi luoghi, e cominceranno non appena le condizioni meteo si stabilizzeranno, per non vanificare nel giro di poche settimane il lavoro che sarà fatto. Abbiamo molto a cuore i cosiddetti “polmoni verdi” della città e ci teniamo a curarli per offrire ai modicani e ai turisti, specialmente con l’inizio della bella stagione – aggiunge Cannizzaro – dei posti dove potersi svagare e passare il tempo all’aria aperta con i bambini”.
A questi siti si aggiungono anche quelli di villa Silla (al quartiere Sorda) e villa Cascino (al quartiere Dente). Per la prima viene assicurata la manutenzione ordinaria, mentre per la seconda, chiusa da anni, la situazione è più complessa e l’assessore competente Antonio Drago è costantemente alla ricerca di un finanziamento che possa portare agli originari splendori il sito. A questo proposito, un percorso simile sarà attuato a breve (in questo caso la situazione è meno articolata) per il già citato Giardino di Baravitalla, nella zona del parco archeologico di Cava d’Ispica, purtroppo devastato dai soliti vandali, come ci siamo qualche settimana fa occupati in questo articolo. “Di concerto con il Movimento Azzurro, che ha ideato a suo tempo il progetto di recupero dell’area – conclude l’assessore Cannizzaro – ci stiamo attivando per recuperare l’intera area per i motivi di cui sopra, auspicando che non si arrivi di nuovo all’attuale epilogo”. Infine, non appena i lavori saranno completati, un ulteriore area a verde di aggiungerà in centro storico: è quella di viale Medaglie d’Oro, ex sede del mercato ortofrutticolo, per garantire ulteriormente una città più a misura d’uomo, e soprattutto, di bambino.