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Carburanti: prezzi in calo, ma listini ancora troppo elevati

Nonostante il calo delle quotazioni del petrolio, i prezzi dei carburanti in Italia continuano a scendere con lentezza e restano più alti rispetto a fine 2024. È quanto denuncia il Codacons, evidenziando come i listini alla pompa siano sì tornati sotto quota 1,8 euro al litro, ma senza riflettere in modo proporzionale la riduzione del costo del greggio. “Il ribasso in corso è certamente una buona notizia per i consumatori, ma se confrontiamo i valori attuali con quelli di fine dicembre, la situazione non è affatto positiva – spiega il Segretario Nazionale del Codacons Francesco Tanasi – oggi un litro di benzina costa il 2,4% in più rispetto a fine 2024, mentre il gasolio segna un incremento del 2,8%, traducendosi in una maggiore spesa di circa 2,1 euro a pieno per un’auto a benzina e 2,35 euro per una vettura diesel. Su base annua, considerando due pieni al mese, si arriva a un rincaro tra i 50 e i 56 euro.”

Questi aumenti risultano ancora più ingiustificati se si considera l’andamento del mercato petrolifero. Il Wti, infatti, è sceso dai 70 dollari al barile di fine dicembre agli attuali 66,80 dollari, mentre il Brent è passato da oltre 74 dollari ai circa 70 dollari odierni. “Il paradosso è evidente: il petrolio costa meno, ma i carburanti costano di più, segno di anomalie nel settore che continuano a pesare sulle tasche degli automobilisti italiani” – conclude Tanasi. Il Codacons chiede dunque maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi e controlli più stringenti per evitare speculazioni che danneggiano i cittadini.