V. Eirene festeggia le 100 panchine di Recupido

V. Eirene festeggia le 100 panchine di Recupido

Basket, A1

Le 100 panchine di A 1 di Gianni Recupido (foto) iniziano nella stagione 2016-2017  subentrando in panchina da primo allenatore al posto che era stato di Gianni Lambruschi. In quella squadra ci sono una giovanissima Ndour, la spagnola Nicholls, la belga Vanloo. Recupido è da sei campionati sulla panchina della squadra della sua città, ed oltre alle cento partite della stagione regolare ne ha collezionato almeno 50 tra Coppa Italia, Supercoppa, play off e coppe europee, ed ha visto passare tante giocatrici sul parquet del PalaMinardi. “Il mio rammarico più grande è non avere disputato il campionato di due anni fa per via del Covid quando avevamo la squadra più forte con il trio formato da Hamby, Walker e Ibekwe per non parlare delle italiane Gatti, Soli, Romeo ma ci siamo dovuti fermare”. L’ultima delle sue cento partite domenica scorsa a Bologna. Un’altra bella vittoria con un roster che Recupido ha contribuito a formare. “Negli anni –dice il tecnico- la filosofia della società ed anche quella tecnica non è cambiata. Ragusa non può permettersi investimenti importanti ed ha sempre puntato a giovani promesse da inserire in una squadra ben amalgamata; è il caso di Kuier che tra qualche anno esploderà; o giocatrici straniere da  valorizzare; penso a Hamby, alla giovane Ndour. Sempre all’insegna della qualità e sempre grazie ad un team affiatato che ha fatto un grande lavoro oltre alla disponibilità ed alla continuità della famiglia Passalacqua che ha dato sempre certezze anche nei momenti più difficili. La Virtus Eirene, se posso fare un paragone calcistico, è un po’ come l’Atalanta. Tanti giovani di qualità, bel gioco, serenità. Vorremmo vincere sempre ma non sempre è possibile contro corazzate come Schio, Venezia, Bologna che investono in modo massiccio. Ragusa c’è ed è una realtà e di questo tutti devono essere orgogliosi”. Lavorare nella propria città è per Gianni Recupido una costante perché  tra giocatore per un anno nella Virtus e 16 anni come tecnico con vari ruoli tra Virtus, Nova Virtus e Basket Club, cui si sommano gli anni da secondo alla Virtus Eirene e questi ultimi sei da capo allenatore, hanno fatto “sposare” il tecnico con il basket ibleo. “E’ più difficile lavorare a Ragusa che altrove. Perché qui mi conoscono tutti e non posso estraniarmi. Il lato positivo è che la gente mi incontra, mi sollecita, mi sprona a fare sempre meglio. Ho un altro anno di contratto. Il futuro si vedrà, perché non nego che sono stanco dopo tanti anni in prima fila”.