A fine mese il processo calcio scommesse serie D

A fine mese il processo calcio scommesse serie D

Calcio, serie D

E’ stata fissata per giovedì 29 l’udienza nel corso della quale il Tribunale federale affronterà il caso del calcio scommesse nel girone I di serie D. Si comincia con le richieste del pubblico ministero e gli interventi dei difensori delle società coinvolte. La sentenza si avrà successivamente e si arriverà certamente almeno alla prima settimana di agosto. Sono almeno cinque le società interessate più o meno direttamente alla sentenza che potrebbe sconvolgere tutto l’assetto del girone e provocare radicali cambiamenti. A tremare sono in articolare le siciliane Troina, Acireale, Licata ed i lucani del Rotonda. La sentenza era attesa per lo scorso sabato 10 ma è slittata per un vizio di forma nelle notifiche alle parti interessate. Lo slittamento potrebbe favorire in qualche modo le società coinvolte perché la sentenza si avrà solo a ridosso dell’inizio dell’attività della nuova stagione e tra ricorsi ed appello, che sicuramente ci saranno, la Lnd si troverebbe in gravi difficoltà nella definizione degli organici per il campionato 2021-22 per cui le pene che saranno sicuramente inflitte potrebbero essere applicate nel corso della prossima stagione piuttosto che sulla classifica di quella precedente. E’ un’ipotesi che si teme da parte delle società come il Marina di Ragusa, che essendo retrocesse non godrebbero della penalizzazione degli altri club restando di conseguenza in serie D. Come ipotesi di condanna c’è anche la radiazione che, ad oggi, pare potersi però escludere. Nelle carte degli investigatori il nome ricorrente è quello del Troina, la cui posizione rimane traballante e a forte rischio perché sui troinesi ed i suoi tesserati e dirigenti ci sono molte pagine di indagini e diverse partite incriminate. A dare il via alle indagini è stata la Procura della Repubblica di Enna, diretta da Massimo Palmeri, a seguito delle indagini condotte dalla Squadra Mobile ennese e dal Nucleo Centrale della Polizia dei Giochi e delle Scommesse del Servizio Centrale Operativo di Roma che portò all’accusa di frode in competizioni sportive all’indirizzo di club, dirigenti e tesserati. Fu scoperto un giro di combine ma anche di calcioscommesse con il coinvolgimento di tesserati.