Damiano Caruso sul palco osannato dalla città

Damiano Caruso sul palco osannato dalla città

Ciclismo

Il più grande atleta che Ragusa abbia mai avuto da sempre, una impresa grandissima che rimarrà negli annali della storia della città. Il sindaco Peppe Cassì tributa con queste parole il giusto riconoscimento a Damiano Caruso sul palco allestito allo stadio “Aldo Campo” per la festa che la città ha organizzato per il ciclista. In tribuna e a bordo campo circa 500 persone che hanno applaudito e cantato con Damiano Caruso che insieme alla sua famiglia si è goduto la serata, ha stretto tanti mani e rivisto i tanti amici che da sempre lo seguono sulle strade del mondo. Damiano Caruso, reduce con la moglie dalla tre giorni a Manama, dove è stato ricevuto a corte dallo sceicco Nasser bin Hamad al Khalifa, è stato a suo agio, ha ringraziato tutta la città ed ha “chiuso” con i festeggiamenti. “Non mi alleno dall’ultima giornata del Giro -ha detto- ma è tempo di ritornare in sella. Mi aspettano altri impegni”.

La serata si è aperta con l’esecuzione dell’inno di Mameli con tutti i presenti a cantare. Uno dei momenti più emozionanti è stato quando Salvatore Guarrella, storico presidente della Libertas Ibla, società con la quale Damiano Caruso negli anni 90 cominciò a pedalare, è salito sul palco. “Se sono qui è per il professore Guarrella -ha detto l’ex tesserato della società di Ibla- per la sua passione, per il suo incitamento”. Poi un lungo abbraccio e la consegna a Damiano Caruso della maglia storica, biancoazzurra, della Libertas Ibla (foto) che andrà ad arricchire, forse la più preziosa, la collezione delle maglie indossate nella sua ventennale carriera. Sul palco si sono succedute tutte le società sportive della città che hanno voluto omaggiare il campione e il ragazzo, semplice ed umile, che non ha mai disdegnato le due origini e le ha anzi sempre rimarcate. Ora per Damiano Caruso all’orizzonte c’è l’Olimpiade di Tokyo, la sua seconda dopo quella di Rio de Janeiro, dove fu in gara nella cronometro e nella prova a squadra. In Giappone arriva un ciclista più sicuro di sé, più maturo, e tutto può accadere.