Modica dà l’addio al “capitano” Pippo Macrì

Modica dà l’addio al “capitano” Pippo Macrì

Calcio

Pippo Macrì (foto) non ce l’ha fatta a festeggiare i suoi 50 anni di presenza a Modica con i suoi tanti compagni di squadra. La festa che l’amministrazione comunale insieme al “capitano” aveva in animo di organizzare è sfumata per l’improvvisa morte dell’ex centravanti rossoblù. Scrive in un comunicato il sindaco Ignazio Abbate: “Purtroppo questa maledetta pandemia, tra tutti i sogni interrotti, ci ha tolto anche questa possibilità. Macrì aveva mostrato tantissimo entusiasmo per questa iniziativa che avrebbe dovuto coinvolgere tantissimi suoi ex compagni di squadra che sarebbero tornati a Modica dopo decenni di assenza. Ora vogliamo che questo sogno non scompaia definitivamente. Parleremo con la famiglia, con tutti coloro che gli sono stati vicini e cercheremo di portarlo avanti. Una grande giornata per celebrare questo indimenticabile campione che ha fatto innamorare del calcio tante generazioni di nostri concittadini”.

Sono stati in tanti a dare l’ultimo saluto a Pippo Macrì ai funerali tenutisi venerdì alle 10 nella chiesa si S. Massimiliano Kolbe. Tante le testimonianze di  affetto sui social ed arrivate personalmente alla moglie Matilde ed ai due figli da parte di ex compagni di squadra ed ex calciatori che sono stati allenati negli anni da Macrì. Testimonianze anche dal mondo dell’imprenditoria visto che dopo avere smesso di calcare i campi Pippo Macrì aveva avviato attività commerciali dimostrando capacità insospettabili.

La morte di Pippo Macrì

Si è spento Pippo Macrì messinese di origine, modicano di adozione. E’ stato la bandiera per eccellenza del Modica Calcio cui ha legato i momenti migliori e prestigiosi della sua storia calcistica. La malattia lo ha colto da alcuni mesi e ne ha causato la morte all’età di 75 anni. Pippo Macrì arrivò a Modica nel settembre del 1969 prelevato dall’allora presidente Orazio Rizza dalla Provinciale di Messina insieme all’indimenticato terzino Tino Sgroi al seguito dell’allenatore, il messinese Moschella. Con Modica e con il Modica si instaurò subito un feeling che sarebbe durato fino ai suoi ultimi giorni. In città si è sposato, ha vissuto con la famiglia ed avviato una attività commerciale dopo avere abbandonato il calcio giocato ed avere concluso anche la sua esperienza da tecnico. In questa stagione il presidente del Modica, Michele Zocco, lo aveva chiamato come consulente tecnico per aiutare la squadra e la società a crescere grazie alla sua grande esperienza e conoscenza del mondo calcistico siciliano.

Pippo Macrì si presentò subito ai tifosi rossoblù segnando gol a ripetizione nella sua prima stagione in Prima Categoria e conquisto la promozione nel campionato di Promozione prima nel 71-72 e in serie D l’anno successivo. E’ stato più volte capocannoniere, 100 gol in rossoblù, e soprattutto il “capitano” grazie alla sua dedizione ed alla sua autorevolezza dentro e fuori dal rettangolo di gioco. Pippo Macrì fu attaccante vero, dotato di un superbo stacco, ambidestro e potente nel fisico e nel tiro. Un attaccante che faceva reparto da solo e soprattutto uomo di riferimento. Nella stagione 75’-76 il presidente dello Scicli, Bartolo Guccione, lo chiamò, insieme a Sgroi e Vendramini, per indossare la maglia dei cremisi ed i suoi anni sciclitani furono ricchi di successi e di gol a cominciare dalla promozione in D. Da allenatore fu chiamato alla guida del Modica dal presidente  Enzo Galazzo nel campionato 97-98 e seppe dare a quel Modica giovane un gioco spumeggiante. Fu la sua ultima esperienza da protagonista nel mondo del calcio.