Federazione Scherma, Scarso via dopo 16 anni

Federazione Scherma, Scarso via dopo 16 anni

Scherma

Giorgio Scarso (foto) lascia la presidenza della Federazione Italiana Scherma dopo 16 anni. Scarso fu eletto il 26 febbraio del 2005 ed ufficializzerà la sua intenzione di lasciare nel corso dell’assemblea nazionale elettiva che eleggerà il nuovo presidente. “In certi momenti bisogna sapere guardare al futuro –dice il presidente Scarso- Io ho fatto 16 anni da presidente e 4 da vicepresidente, ho ritenuto opportuno non dare la percezione di essere attaccato alla carica e non svilire questo ruolo. Ho fatto una scelta dettata dall’amore per questa disciplina. Potrò offrire il mio contributo in futuro qualora me lo chiedessero, ma solo per mettermi a servizio della scherma”. Per il maestro modicano è il momento di tirare un bilancio di una vita al servizio della scherma e dello sport in generale. Un percorso iniziato nelle sale del “Castello” dove ha fatto crescere i giovani della neonata “Scherma Modica”, la stessa società, e  continuata ai più alti livelli fino alla vicepresidenza della Federazione internazionale dove è rimasto in carica fino al 2016 e di cui è ancora oggi membro.

 Giorgio Scarso ricorda: “Il momento più emozionante di questi anni è stato l’esordio olimpico a Pechino 2008.  Il caso che ha coinvolto Baldini lo considero il momento più difficile, che non ci ha fatto assaporare a pieno le medaglie conquistate in quella spedizione. Con più dolore ricordo la presentazione della squadra a Casa Italia, eravamo soli, c’è stata una presa di distanza difficile da accettare e anche la stampa mondiale ci era addosso. Se penso invece alle vittorie che mi hanno più stupito devo fare due nomi: Paolo Pizzo, che ha superato un tumore e vinto due titoli mondiali e un argento olimpico e Valentina Vezzali che, dopo la maternità, è tornata con la vittoria al Mondiale di Lipsia. E parlando di Valentina un altro ricordo particolarmente forte è la sua rimonta ai Giochi di Londra 2012, in cui ha dato il massimo di sé conquistando la medaglia di bronzo. Ma anche il riscatto di Andrea Baldini ad Antalya per la giustizia che ha saputo restituire alla scherma italiana”. Tra le questioni da gestire tra atleti e tecnici, anche le rivalità in squadra. “Per essere un dirigente penso sia importante avere un’esperienza di vita vissuta sul campo perché così si acquisisce la capacità di dialogare con gli atleti. Ho avuto tante gatte da pelare, ma ho sempre avuto un atteggiamento di rispetto per gli atleti e contemporaneamente di fermezza nel prendere le decisioni, senza considerare opportunismi. Ho mediato e alla lunga ne è scaturito un risultato che mi lascia soddisfatto.”

Il Presidente ha fatto tante considerazioni anche in merito allo sviluppo della scherma moderna e alla sua globalizzazione, con paesi emergenti in ogni continente. Il mondo della scherma è cambiato e lo testimoniano a Londra 2012 l’argento nel fioretto dell’egiziano Abouelkassem e l’oro del venezuelano Limardo nella spada maschile e, a Rio 2016, il bronzo della tunisina Boubakri nel fioretto femminile. E’ il segnale che tanti paesi stanno investendo nella scherma e che ci sono sempre più paesi competitivi. L’Italia dovrà stare attenta. Noi abbiamo grande tradizione e cultura, ma lo scenario è sempre più complesso e stimolante allo stesso tempo. I paesi emergenti puntano sui risultati internazionali con pochi atleti e programmi mirati, noi facciamo crescere un sistema da cui prendiamo il meglio”.

Da uomo di sport a tutto tondo Giorgio Scarso sarà comunque in prima fila ed annuncia il suo prossimo “progetto”: L’Italia della scherma ha il dovere di esercitare il ruolo che gli viene attribuito da tutti. La Confederazione Europea è nell’orbita russa e io per dare un messaggio ho avanzato la mia candidatura perché voglio che passi il concetto che non si può decidere tutto a Mosca. Voglio capire se l’Europa Occidentale può avere un ruolo più significativo e dare un’alternativa. La federazione italiana è l’unica ad avere tutti i membri eletti in ogni commissione internazionale. Questo è frutto della considerazione che il mondo della scherma ha del nostro paese”.