Per i dilettanti la ripartenza si fa difficile

Dilettanti

Lo sport dilettante e di base non riapre. Ci sarà ancora un mese di divieti, dal 6 marzo al 6 aprile visto che la curva epidemiologica non accenna a scendere. Il ministro della Salute, Roberto Speranza nell’intervento al Senato ha detto: “Non ci sono le condizioni epidemiologiche per abbassare le misure di contrasto alla pandemia, siamo all’ultimo miglio e non possiamo abbassare la guardia”. Per quanto riguarda il calcio la situazione è complessa. Ci potrebbe essere il via libera per l’Eccellenza a condizione che la Figc dichiari che questa categoria è un campionato regionale di interesse nazionale ma è difficile una ripartenza generalizzata con la conferma della bozza circolata qualche settimana fa con il via libera agli allenamenti collettivi per gli sport di contatto e di squadra, sia dilettantistico che di base. In generale per le attività sportive si valuta la possibilità di autorizzare l’apertura delle palestre esclusivamente per gli allenamenti individuali. Oltre alle aperture di palestre e piscine anche per il calcio, ma anche “calcetto”, si ipotizzava il via degli allenamenti collettivi per gli sport di contatto e di squadra, sia dilettantistico che di base, ma solo nelle zone gialle e permanenza del divieto di utilizzo delle docce.

A distanza di qualche giorno, dopo alcuni focolai importanti in particolare a Perugia e Brescia dovuti principalmente alla variante inglese più contagiosa del 38 per cento, il Comitato tecnico scientifico sembra aver fatto marcia indietro e non nasconde la sua preoccupazione. I tecnici hanno suggerito al governo Draghi estrema prudenza per eventuali riaperture di attività: il rischio non viene dalle singole attività che si chiede di poter riaprire, ma da tutto il movimento che ne consegue.
L’ ipotesi più probabile è la riconferma in toto delle attuali restrizioni rinviando la decisione su eventuali riaperture alla fine di marzo o addirittura alla seconda settimana di aprile, dopo le festività pasquali.