Dilettanti: protocollo poco praticabile

Dilettanti: protocollo poco praticabile

Calcio, Dilettanti

Un protocollo dettagliato e severo per la ripresa delle attività sportive del calcio giovanile e dilettantistico. La Lega nazionale dilettanti (Lnd) ha pubblicato il documento ufficiale  illustrando in 30 pagine tutti i punti che le società devono seguire per potere svolgere le attività. Gli addetti ai lavori hanno già espresso il loro dissenso ed in particolare i responsabili delle società perchè l’adempimento delle prescrizioni metterebbe in grande difficoltà dirigenti, operatori e gli stessi calciatori. Il protocollo prevede innanzitutto che i locali dei campi sportivi, ed in particolare gli spogliatoi, devono essere riorganizzati per evitare il contatto fisico e sanificati ogni volta che vengono che vengono utilizzati. Le società sono inoltre tenute ad avere un soggetto formato ed esperto in materia di prevenzione di sicurezza dei luoghi di lavoro, di disposizione di spazi ed arredi. Le società devono inoltre prevedere l’installazione di eventuali barriere “antirespiro” “nelle zone ove il personale fosse costretto a svolgere le proprie attività senza poter attuare il distanziamento interpersonale”. Bisogna inoltre avere un referente esperto in misure di contagio da Covid 19 e disporre di un medico o in alternativa della nuova figura di “Delegato per l’attuazione del Protocollo”. Il medico in questo caso dovrà “soltanto” essere  “sempre raggiungibile in caso di necessità”.

Gli allenamenti dovranno essere svolti con particolare attenzione. E’ prevista una fase di preallenamento individuale in cui i giocatori devono essere ognuno a due metri l’uno dall’altro. Ogni gruppo dovrà avere un allenatore e muoversi in una sezione ben delimitata del campo. I calciatori non potranno utilizzare pettorine, dovranno avere ognuno una bottiglia d’acqua e soprattutto devono evitare il contatto fisico. Indumenti e scarpe devono essere riposti in luogo sicuro dopo l’attività. Tante altre le prescrizioni e molto stringenti per cui è tutto da vedere quanti saranno in grado di riorganizzare l’attività sportiva.  Di sicuro ci saranno oneri in più per le società che dovranno avvalersi di personale specializzato e dovranno farsi carico di una nuova organizzazione degli spazi.