S. Croce e Lucenti: la storia continua ancora

Calcio, Eccellenza

Gaetano Lucenti (foto) resterà al S. Croce per continuare la storia del club del Cigno. Niente di ufficiale ancora per il tecnico che  ha scritto, stagione dopo stagione, nuove pagine della gloriosa sessantennale storia della società. Gaetano Lucenti è entrato in punta di piedi ed è diventato parte integrante di un progetto calcistico ammirato in tutto il contesto del calcio regionale siciliano. Con le sue squadre a colpi di record, dopo un quarto posto nella stagione 2016/2017 ha raggiunto la storica promozione in Eccellenza nella stagione 2017/18 e nelle successive due, è riuscito a mantenere la categoria sfiorando anche l’accesso ai play off. I numeri di Lucenti in questi quattro anni parlano chiaro: 200 punti conquistati (frutto di 58 vittorie, 26 pareggi e 26 sconfitte); 207 reti realizzate e 131 subite. Con il trainer biancazzurro facciamo un sunto della sua esperienza nella panchina del Santa Croce.

Quattro anni consecutivi nella panchina del Cigno, una storica promozione e tante soddisfazioni?

Santa Croce è la mia seconda casa, grazie alla disponibilità e competenza della società -rileva Lucenti-, noi dello staff tecnico abbiamo lavorato in serenità e siamo riusciti a fare grandi cose, in relazione alla piccola realtà in cui abbiamo operato”

Dici sempre che il lavoro paga. È così sei riuscito a forgiare un gruppo di giocatori, facendoli diventare protagonisti del campionato di Eccellenza, ma soprattutto uomini

Si è uno dei miei principi, in cui credo tantissimo ed i risultati ci hanno dato ragione nel tempo, anche grazie alla disponibilità dei calciatori che abbiamo allenato, siamo riusciti a tirare fuori il meglio di ognuno di loro, rispolverato gente che era caduta nel dimenticatoio”

Sei in assoluto l’allenatore che è riuscito a raggiungere più record di tutti nella sessantennale storia del Santa Croce. Sei orgoglioso?

“Questo dato mi inorgoglisce tanto – ammette il tecnico biancoazzurro- , ma come dico sempre per creare qualcosa di importante è necessario che quattro componenti società, ambiente, staff tecnico e squadra remino tutti dalla stessa parte e parlino tutti la stessa lingua nel rispetto delle regole e degli uomini ognuno con le proprie competenze”

La società del “Cigno” è e sarà una parte importante della tua carriera di allenatore. Cosa ti lega a questo ambiente e a questi colori?

“Sicuramente la passione dei dirigenti, il calore del paese e la tranquillità che si respira giornalmente quando arrivo al campo per gli allenamenti tutte componenti che in questi anni mi hanno stimolato molto”.

L’emergenza covid 19 ha interrotto una stagione che ha visto ancora il Santa Croce protagonista. Ci vuoi ritentare o ti stai guardando intorno?

“Se dipendesse solo da me sicuramente. Penso però che come ogni anno  la società farà sondaggi in giro, sicuramente sarò sentito ed assieme decideremo il da farsi. Per quanto riguarda il fatto di guardarmi intorno non ne sento la necessità, Penso però che qualsiasi allenatore se viene chiamato ascolta i programmi dopodiché valuta”.

A Santa Croce ti apprezzano tutti per le tue qualità di allenatore e soprattutto di uomo. Tifosi e appassionati sia nei momenti belli sia in quelli un pò più bui ti hanno sempre gratificato. Cosa ti senti di dire loro?

“Un grande grazie perché hanno capito chi sono e apprezzato il mio lavoro questo è molto gratificante per chi fa questo mestiere. Vedo il futuro del S. Croce sicuramente roseo”